Il Tirreno

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LO SCONFITTO 

«Sono mancati i voti di Forza Italia: non hanno creduto nella vittoria»

Martina Trivigno
«Sono mancati i voti di Forza Italia: non hanno creduto nella vittoria»

L’ex comandane se la prende con le «troppe offese» e il «clima d’odio seminato dal centrosinistra per cui non ho alcuna intenzione di congratularmi con la vincitrice»

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MONSUMMANO. Il giorno dopo una sconfitta elettorale è sempre il più difficile. Quello in cui – a mente fredda – si riflette su cosa non sia andato come avrebbe dovuto. Giuseppe Mignano della lista civica “Ci SiAmo” – e con lui tutta la sua squadra – ci credeva. Moltissimo. D’altronde che fosse lui il nuovo sindaco di Monsummano non era neppure un’ipotesi tanto remota. Tutt’altro. Come hanno dimostrato anche le urne con l’esito del ballottaggio, soltanto 412 voti hanno consentito il trionfo della neo-sindaca Simona De Caro. Resta un po’ di delusione, ora, per un obiettivo che mai, in 74 anni di amministrazione del centrosinistra, era stato così a portata di mano. E anche l’amarezza – sottolinea l’ex luogotenente della Stazione monsummanese dei carabinieri – per «una campagna elettorale fatta di veleni che hanno creato un profondo scollamento nella comunità, difficile da ricucire» .

Quello stesso scollamento che – sempre secondo quanto spiegato da Mignano – ci sarebbe stato all’interno del centrodestra dopo l’apparentamento. «La matematica non è certo un’opinione – sottolinea l’ex candidato a sindaco – e il sostegno alla lista civica “Ci SiAmo” non è evidentemente arrivato da alcune aree del centrodestra. E se Lega e Fratelli d’Italia sono stati sempre compatti con noi, Forza Italia, fin dall’inizio, ha mostrato perplessità».

«Il nervosismo del Partito democratico – aggiunge Mignano – è iniziato proprio con l’apparentamento. Ci avevano visto giusto. Se il centrodestra fosse stato unito, da ieri il Pd non sarebbe di nuovo al governo della nostra città».

E adesso comincia una nuova fase: la rappresentanza in consiglio comunale. «Devo rispettare la volontà di 4.126 cittadini – prosegue l’ex comandante – che hanno creduto in noi e nel nostro programma. Nella possibilità concreta di offrire a Monsummano e ai suoi abitanti un’amministrazione di un colore diverso. Ma qui, ormai, il Pd non è diventato nient’altro che una monarchia. Molta gente, infatti, sembra avere paura di cambiare».

«Ho ricevuto tanto sostegno e un grande affetto da parte di chi ha creduto davvero di riuscire a cambiare il corso di una tendenza lunga ben 74 anni – specifica l’ex candidato –. Grazie, ancora una volta, alle 107 persone che sono state al nostro fianco e ci hanno sostenuto, sempre. Non riesco a perdonare, però, il comportamento dei nostri avversari. Aver offeso le persone a noi vicine, aver seminato ostilità e odio per una campagna elettorale che mai ha avuto al centro le idee e i contenuti, ma soltanto veleno».

« E la conseguenza – secondo l’ex maresciallo – è stata la divisione della comunità monsummanese in due “fazioni” . «Adesso – specifica – è compito dei vincitori ricompattare il territorio, sperando che non ci siano “ritorsioni” su chi la pensa diversamente da loro».

Chiediamo allora a Mignano se abbia sentito la neo-sindaca, anche solo per le congratulazioni. «No – conclude – e non intendo neppure chiamare. Troppo gravi le offese e gli attacchi personali che ci sono stati rivolti. Il rispetto del cittadino non deve mai essere calpestato. Perlomeno così la penso io. Questo è il mio modo di fare politica» . –

Martina Trivigno

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di Redazione web