Gioco
Marcia per l’ex luogotenente Striscioni per l’avvocato
Una cinquantina di militanti ha percorso tredici chilometri sotto il sole: tutti indossavano magliette con il nome del candidato sindaco
monsummano. È una lotta senza esclusione di colpi, con il megafono dei social network che, al solito, invece di riappacificare, fomenta, un diluvio di commenti, alcuni leciti (pochi), parecchi altri meno. La posta in gioco è altissima e si vede. E nella vita reale, ieri i due schieramenti hanno giocato da par loro, fronteggiandosi ma evitando di toccarsi (almeno fisicamente, parole e scritti invece piovono).
La marcia tricolore contro gli striscioni appesi ai balconi. Da una parte la camminata della Repubblica e festa delle Forze Armate (lui che è un militare) organizzata da Giuseppe Mignano e dalle sue liste civiche: partenza da Bizzarrino, poi Pozzarello, Vergine dei Pini, piazza Giusti, ritorno sulla Francesca passando da Cintolese, quindi Pazzera. In tutto 13 chilometri sotto il sole. Una cinquantina i “militanti” al seguito, con indosso t-shirt bianche: davanti c'è un grosso cuore rosso, dietro, vergato in blu, facile slogan, “Vota Mignano”. L'ex maresciallo e la moglie Carla Lomelli anche loro con maglietta, ma di colore azzurro: lui è Mister Mignano, lei è Miss Mignano.Ad aprire il corteo un'auto con bandiera italiana sul cofano e palloncini bianchi al vento, sempre “Vota Mignano”.
Dall'altro lato della barricata Simona De Caro e i suoi fedelissimi di centrosinistra. Di prima mattina, qualcuno ha srotolato su diversi terrazzi di piazza Giusti e non solo una serie di lenzuoli bianchi, questa volta la scritta è in rosso: “Il 9 voto De Caro”, “Io voto Simona”, “Simona sindaco”, “Io sto con Simona”, roba così. Si dice che la polizia municipale abbia fotografato la mossa che sa di coming out: si ricorderanno i cartelloni contro Salvini rimossi in varie parti d'Italia. Eccessivo zelo. Anche De Caro e i suoi sostenitori mostravano una t-shirt ad hoc: “Cambia passo con Simona De Caro sindaco”. Per il candidato sindaco Pd, colazione e mattinata nel borgo di Montevettolini, banchetto affollato in piazza Giusti. E poi si inseriscono nella contesa anche le altre forze politiche. Michele Moceri (Forza Italia) dice «basta con le lettere anonime e gli attacchi diretti e velati che mi stanno arrivando da quando abbiamo fatto l’accordo programmatico con le liste civiche di Mignano». Alberto Natali (Movimento 5 Stelle), nell'annunciare la rinuncia al posto che gli spetta da consigliere comunale, classifica come «indegno» l'apparentamento tra Mignano e centrodestra, afferma di essere stato avvicinato dal Pd «che sempre ci ha osteggiato», e chiede ai due candidati sindaci di presentare la giunta prima del ballottaggio. È la campagna elettorale. Ma gli osservatori concorderanno: mai è stata così carica di livore, tesa. —
L.S.
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