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l’apparentamento 

Il centrodestra si schiera con Mignano «Daremo finalmente la spallata al Pd»

Luca Signorini
Il centrodestra si schiera con Mignano «Daremo finalmente la spallata al Pd»

Sulla scheda i simboli di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia affiancheranno le quattro liste civiche dell’ex maresciallo

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MONSUMMANO. Era tutto uno scherzo. Era uno scherzo l'intenzione annunciata dallo sconfitto candidato sindaco Michele Moceri (Forza Italia) di presentare ricorso al Tar per il riconteggio delle schede e tentare di ribaltare lo scrutinio delle amministrative a Monsummano, che ha visto la coalizione di centrodestra superata di 121 voti e fuori dal ballottaggio. . «In questi giorni ho riflettuto, e abbiamo deciso il passo indietro per liberarci di questa cappa di piombo che c'è da 74 anni», afferma Moceri. Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia ci saranno eccome domenica 9 giugno, sono rientrati in corsa dalla porta principale. In gergo politico si chiama apparentamento. I plenipotenziari dei tre partiti hanno sciolto le riserve ieri, dopo una riunione fiume nella notte.

Al secondo turno appoggeranno il candidato sindaco Giuseppe Mignano. Nella scheda elettorale i tre simboli affiancheranno le quattro liste civiche “Ci siamo”, «il nostro scopo è mandare a casa il centrosinistra, questa è la volta buona, ce la faremo», sottolinea Luciana Bartolini, reggente della Lega sul territorio.

Un mega schieramento dunque sfiderà Simona De Caro e le sue tre liste collegate trascinate dal Pd. «Ma l'accordo non prevede uno scambio di poltrone – dice l'ex maresciallo dei carabinieri – in caso di vittoria, gli assessori saranno tutti componenti delle liste civiche, con precise competenze tecniche e soprattutto monsummanesi. Io la squadra ce l'ho in testa da tempo. Parlo per conto di 107 persone che mi hanno dato l'opportunità di dare una definitiva spallata al Partito democratico, questo apparentamento è stato deciso tutti insieme».

Se Mignano dovesse essere eletto sindaco, il centrodestra otterrebbe dalla cosa comunque qualche vantaggio. Entrerebbe cioè con forza in consiglio comunale assicurandosi ben sei seggi (sui dieci che spettano alla maggioranza), oltre a piazzare Moceri alla presidenza consiliare.

«Abbiamo guardato più al risultato che ai dettagli dell'operazione: c'è una settimana per provare a vincere, per provare a rompere definitivamente l'egemonia del Pd», ribadisce Massimo Boni, coordinatore provinciale di Forza Italia. «Questo non è un inciucio, è solo che il centrosinistra ci ha stancato, li vedo nervosi, hanno paura», aggiunge Cosimo D'Oronzo di Fratelli d'Italia.

La coalizione, in via potenziale visto il risultato del primo turno, porterebbe in dote a Mignano un gruzzolo di 2525 voti, che aggiunti ai 2646 ottenuti dalle liste civiche farebbe 5171, ovvero 871 preferenze in più di quelle raccolte il 26 maggio da Simona De Caro (in totale 4300). Se l'andamento del voto fosse più o meno identico, significherebbe sorpasso e Mignano sindaco.

Al comitato elettorale di “Ci siamo” ieri si respirava un clima di euforia, facce felici, applausi in serie. Ancora l'ex militare: «Se io volevo fare il duro e prepotente non eravamo qui, ma per il fatto che il Pd ha messo timore ai cittadini se solo mi parlano, non potevo certo stare fermo. Ognuno ha la sua ideologia politica che ha tenuto da parte per questo sogno, e continueremo a mantenere la nostra natura civica e i nostri valori. Siamo tutti insieme per il bene di Monsummano, ma “Ci siamo” non seguirà regole di partito». Sarà una settimana calda, ma le temperature non c’entrano. —

Luca Signorini

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