Lutto
La città celebra 70 anni di basket col grande murale al PalaVinci
David Meccoli
Ma saranno tante le iniziative che verranno diluite nel corso di tutta la stagione. A partire dal mese di settembre una pubblicazione, tornei e un logo
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MONTECATINI. Settant’anni fa l’Italia era appena uscita dalla dittatura e da una guerra devastante. Eppure a Montecatini c’era già chi si era messo in testa di dare vita a quello sport – il basket – che, con gli anni, avrebbe costituito una vera caratteristica identitaria della città. C’erano, quel giorno del 1949, Raoul Bellandi, Giuliano Rondelli, Corrado Messeri e altri personaggi che sarebbero poi arrivati e che saranno ricordati come i protagonisti di tante “battaglie” in campo e fuori dal campo. I festeggiamenti andranno avanti per tutta la prossima stagione cestistica, ma intanto a giugno ecco il primo omaggio: l’artista David “Diavù” Vecchiato dipingerà un grande murale (di 15 per 1, 5 metri) su una facciata del PalaVinci (lato playground, in modo che tutti i ragazzi che si allenano e gli appassionati possano vederlo) dedicato a otto grandi della pallacanestro cittadina: i presidenti Raoul Bellandi e Vito Panati, gli allenatori Gianfranco “Cacco” Benvenuti e Massimo Masini, i dirigenti Ezio Tonfoni e Gino Natali, i giocatori Andrea Niccolai e Mario Boni. Poi, come detto, la “festa” proseguirà a partire da settembre, con una pubblicazione, tornei celebrativi, un logo (sarà chiesto di realizzarlo ad Aleandro Roncarà) e varie iniziative anche in collaborazione con le altre società della Valdinievole (negli stessi anni il basket nasceva anche a Monsummano e Pieve a Nievole, mentre a Massa Cozzile e Chiesina Uzzanese sarebbe arrivato di lì a poco).
«Lo Sporting Club – dice l’assessore alla cultura, nonché coach Bruno Ialuna – non è solo una società sportiva: è la storia della città. Anche per questo lo abbiamo voluto inserire in un’ideale metropolitana artistico-pedonale che comprende anche le opere di “1010” al Palaterme e quelle per strada di Blub, Exit/Enter e Giovanni da Monreale».
Poi tutto il basket montecatinese è sfilato nei ricordi di Ezio Tonfoni (che nel 1969 salvò la società del fallimento dopo un incontro con altri “illuminati” alla Cascina) e Raffaele Romano («Da ragazzino volevo smettere di giocare perché l’allenatore urlava troppo, fu Bruno Niccolai a convincermi a tornare in palestra»): da Raoul Bellandi («È grazie a lui se la pallacanestro ha messo le radici in città, andava personalmente a giro per i negozi per avere finanziamenti e comprare maglie e palloni») ad Aldo Bartolozzi (che creò il primo staff tecnico e le prime leve giovanili); da Aldo Ulivieri (che «alla pallacanestro ha dato tutto se stesso») a Mario Lavorini (primo presidente dei tifosi rossoblù); dal fotografo “ufficiale” Carlo Alberto Rosellini ai giornalisti Sandro Sabatini (oggi a Sky) e Fabrizio Brancoli (direttore del Tirreno) che proprio con lo Sporting Club iniziarono a scrivere sui giornali.
E poi citazioni per Stefano Tommei, Luca Burchi, Andrea Luchi, Maurizio Montiani: tanti i nomi di chi si è distinto, con il basket, anche fuori da Montecatini. Non tutti, come detto, entreranno nel murale del PalaVinci. Ma l’opera potrebbe anche, con il tempo, trovare nuovo spazio.
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