Il Tirreno

Montecatini

la storia 

Sfrattati dalla casa popolare rischiano di finire in strada

Martina Trivigno

Appello dell’avvocato Eschini per aiutare madre e figlio «La sentenza è stata fatta eseguire dal Comune senza alcun preavviso» 

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MONSUMMANO. Ancora per qualche giorno potranno stare in una struttura ricettiva (a spese del Comune). Ma poi una donna di 66 anni e il figlio 24enne che vivevano, fino a poco tempo fa, in un alloggio popolare, a Monsummano, saranno in mezzo alla strada, senza un tetto sopra la testa. A raccontare questa storia è l’avvocato Azzurra Eschini del Foro di Pistoia. Secondo quanto spiegato dalla legale, la signora si trasferisce nell’alloggio nel 1996 per assistere la madre, l’originaria assegnataria dell’appartamento, continuando ad abitare lì anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1997. «Nel 2011 – spiega l’avvocato Eschini –, con un decreto del sindaco, l’immobile viene assegnato alla mia assistita. E anche se con molta fatica e ritardi, fino a quella data, lei riesce a corrispondere all’amministratore gli importi dovuti per indennità di occupazione e oneri condominiali». . «In seguito, però – prosegue la legale – cominciano gravi difficoltà economiche. All’epoca era da sola, con un bambino piccolo, e non gode neppure di buona salute, non riuscendo di conseguenza a lavorare».

È il 2014 quando, dietro sollecito di pagamento da parte dell’ente gestore dell’edilizia popolare, la Spes srl, l’avvocato Eschini avanza la sua proposta: dilazionare la morosità fino a quel punto cumulata.

«Ma la proposta – sottolinea – è stata ritenuta non congrua dall’ente, senza che però siano state fatte controproposte».

Nel febbraio dello scorso anno, però, il Comune di Monsummano notifica alla signora una comunicazione di avvio del procedimento per l’annullamento del provvedimento che riconosceva a lei la titolarità dell’alloggio popolare. E circa due mesi dopo, nell’aprile 2018, l’ente notifica alla 66enne anche una diffida a rilasciare l’alloggio Erp.

«Nel maggio dello stesso anno – aggiunge Eschini –, invece, il Comune emette un’ordinanza di rilascio dell’abitazione, a titolo esecutivo. A questi provvedimenti seguono ben due ricorsi: il primo in sede civile e l’altro, in via cautelativa, al Tar della Toscana. Entrambi danno ragione al Comune, ma solo per motivi procedurali, senza entrare nel merito».

«Il 9 maggio scorso – precisa la legale – il Comune ha fatto eseguire la sentenza senza nessuna ulteriore forma di preavviso e con l’ausilio della forza pubblica, che in pochi minuti ha sostituito la serratura dell’abitazione. Un comportamento inconcepibile per uno Stato sociale».

Il sindaco Rinaldo Vanni, contattato dal Tirreno, fa sapere che è stata applicata la legge.

«Ma intanto due persone, di cui una malata, finiranno in mezzo alla strada. Che qualcuno faccia qualcosa», conclude Eschini. –

Martina Trivigno

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