Il Tirreno

Montecatini

il caso 

«Il fratello dell’ex ministro? Solo insinuazioni elettorali»

David Meccoli
Giuseppe Bellandi, sindaco di Montecatini
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Giuseppe Bellandi, sindaco di Montecatini

Il Comune spiega come si è arrivati alla nomina del dottor Emanuele Boschi quale membro supplente nel collegio dei revisori della società Terme 

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MONTECATINI. «Polemiche tipiche di una campagna elettorale avvelenata nei toni e nei modi». È così che l’amministrazione comunale, con un comunicato stampa, liquida il dibattito che si è creato sui social network (al quale hanno partecipato anche candidati al consiglio comunale) che ha fatto seguito alla notizia dell’ingresso del fratello dell’ex Ministro Maria Elena Boschi nel collegio dei sindaci revisori delle Terme (in qualità di membro supplente). Il decreto di nomina è stato firmato dal sindaco Giuseppe Bellandi lo scorso 7 maggio e si è trattato di un atto conseguente l’assemblea dei soci delle Terme. Con Emanuele Boschi (classe 1983) entrano – in questo caso come membri effettivi del collegio sindacale – anche Elena Gori (pistoiese, classe 1971) e Virgilio Casale, nato a Napoli nel 1982. Quasi inevitabili le polemiche su Facebook, dove la nomina diventa «l’ultimo regalo del Pd regionale e comunale». . «Il Comune – si legge nella replica – come ente responsabile della nomina, fa chiarezza sulle insinuazioni rivolte in merito al collegio sindacale delle Terme: polemiche che non troverebbero spazio se non in questa campagna elettorale, avvelenata nei toni e nei modi».

Intanto l’amministrazione spiega cosa è un collegio sindacale e quale ruolo ha all’interno di una società: «Si tratta di uno dei tre organi inderogabili previsto dalla legge per le società per azioni che adottano il sistema di governance tradizionale; il collegio ha funzione di controllo sul rispetto della legge, sul rispetto dello statuto e della corretta amministrazione».

Poi entra nel merito di ruoli e composizione: «Il collegio è composto da 3 membri effettivi e 2 supplenti. Nella fattispecie per le Terme lo statuto prevede che il Comune debba nominare due membri effettivi e un supplente, la Regione invece un membro effettivo e un supplente. Questi vengono nominati ogni tre anni, e precisamente con l’approvazione del terzo bilancio: un collegio scade e ne viene nominato un altro con i criteri sopracitati. In questo caso il collegio scadeva appunto con l’assemblea della scorsa settimana».

L’amministrazione specifica poi i compensi di un sindaco revisore: «Ogni membro percepisce 3.250 euro l’anno, laddove un revisore contabile supplente non percepisce alcun compenso, essendo privo di operatività». Nella fattispecie il Comune ha nominato Elena Gori e Virgilio Casale, che in qualità di membri effettivi riceveranno 3.250 euro l’anno ed Emanuele Boschi che non riceverà alcun compenso. Boschi ha una laurea conseguita all’Università di Firenze e un master alla Bocconi. È anche un dottore commercialista e revisore contabile, esperto di finanza d’impresa e di programmazione e controllo dei costi in ambito bancario (ruolo, quest’ultimo, che ha a lungo ricoperto nell’ambito di Banca Etruria). Quindi, dato che il polverone era stato sollevato proprio per quest’ultimo, il Comune conclude specificando che «il sindaco revisore supplente per legge non svolge alcuna funzione e non partecipa alle assemblee a meno di grave impedimento continuativo di uno dei sindaci revisori effettivi. Ad esempio in caso di morte o di grave malattia di uno dei nominati». Da qui la “bocciatura” della vicenda come semplice “insinuazione da campagna elettorale”.

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