Il Tirreno

Montecatini

estorsione 

Pestato per un debito di droga: tre in manette

Pestato per un debito di droga: tre in manette

I carabinieri hanno fatto scattare la trappola quando il giorno dopo la giovane vittima è andata con i soldi all’appuntamento

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Non solo un modo per far capire a lui che con loro i debiti di droga andavano sempre saldati, ma quel pestaggio doveva essere probabilmente anche una dimostrazione per tutti gli altri: guai a sgarrare. Così avevano aspettato il giovane cliente “moroso” e lo avevano riempito di pugni e calci, per poi minacciarlo di morte se da lì a due giorni non si fosse fatto vivo con i soldi. Ma sabato pomeriggio, oltre a lui, all’appuntamento si sono presentati anche i carabinieri che, a pagamento avvenuto, hanno fatto scattare le manette ai polsi dei tre estorsori.. Ad essere arrestati con l’accusa di estorsione in concorso dai carabinieri della Stazione di Pescia e dai colleghi del Norm di Montecatini, tre cittadini albanesi, tutti già conosciuti dalle forze dell’ordine: un operaio 27enne e un 20enne disoccupato residenti a Pescia; e un 22enne senza fissa dimora. Dopo le formalità di legge eseguite incaserma, sono stati trasferiti nella casa circondariale di Pistoia, dove, forse già domani, verranno interrogati dal gip del tribunale, chiamato a convalidare l’arresto.

Vittima del loro pestaggio, avvenuto venerdì sera, è stato un giovane di origini tunisine residente a Uzzano, aggredito con calci e pugni in una zona isolata di Pescia a causa del debito di circa 300 euro che aveva accumulato per alcuni acquisti di marijuana che non aveva pagato, rimandando via via il saldo del debito. Fatto sta che dopo averlo picchiato, i tre albanesi lo hanno minacciato, dicendogli che lo avrebbero ammazzato se il pomeriggio successivo non avesse dato loro i soldi. E per la consegna, avevano concordato una zona piuttosto frequentata di Pescia, nei pressi del ponte Europa, in modo tale da potersi confondere tra la gente.

Ma non avevano fatto i conti con l’eventualità che il giovane tunisino potesse avere il coraggio di denunciarli: con addosso i segni delle botte ricevute (senza neppure andare in ospedale per farseli medicare) si era presentato al portone della caserma dei carabinieri e aveva raccontato ciò che gli era successo. E i militari dell’Arma, in accordo con il pm di turno in procura, Linda Gambassi, hanno organizzato la trappola per i suoi aggressori. Sabato pomeriggio, appostati attorno al luogo dell’appuntamento, hanno atteso il momento dello scambio e sono intervenuti bloccando i tre albanesi con in mano i soldi appena ricevuti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web