Gioco
Scortati in hotel per sfuggire ai tifosi dopo il pareggio nella gara di bocce
Roberto Grazzini
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La squadra della Montecatini Avis che ha partecipato a Marsala alla gara di bocce serie A2Brutta avventura della Montecatini Avis a Marsala con i supporter locali indispettiti per la mancata promozione
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MONTECATINI. Nello sport essere leali e corretti, certe volte, non paga. Nemmeno se si parla dell’antico gioco delle bocce, praticato migliaia di anni prima della nascita di Cristo. Col tempo l’attrezzo principe di questa ancestrale disciplina si è molto raffinato, balisticamente parlando, diventando simbolo di aggregazione ed amicizia. Almeno in teoria. Poi, quando ci sono di mezzo i risultati, i bei discorsi li porta via il vento, come nell’avventura capitata in questo weekend alla intrepida comitiva della Montecatini Avis, sbarcata venerdì a Marsala, terra di approdo dei leggendari mille di Garibaldi.
I biancocelesti del presidente Moreno Zinanni, nell’ultimo turno del torneo, dovevano affrontare i padroni di casa, l’Edera Marsala, primi in classifica in A2 e vicinissimi alla promozione diretta nella massima serie. Di contro il sodalizio montecatinese, in pratica già destinato a giocarsi la salvezza ai playout, non si era sobbarcato una trasferta così lunga ed onerosa per farsi prendere… a pallate, e ha dato battaglia in un bocciodromo gremito in ogni ordine di posto. Fra l’altro l’impianto, tenuto egregiamente, ha ancora le corsie in terra battuta, fondo sconosciuto alla compagine biancoceleste, sul quale i siculi non avevano ancora perso un punto.
All’orario canonico delle 14, aprono le danze le terne. Il terzetto di casa si aggiudica il primo set su Franci, Matalucci e Pellegrini e nell’individuale supplementare l’enfant prodige Franci nulla poteva contro Rizzo. Nella corsia opposta Campisi e Moi “spartivano” i set con gli avversari e si andava al riposo con l’Edera Marsala in vantaggio per 3-1.
«Poi – spiega Zinanni – i loro sostenitori, pregustando la vittoria, hanno iniziato a canzonare i nostri ragazzi che. punti nell’orgoglio, hanno reagito a suon di accosti e bocciate vincenti».
Campisi e Matalucci in un amen, sotto gli insulti, sconfiggevano in entrambi set Moi e Rizzo. Accanto Franci e Di Chirico in vantaggio di 7-1 venivano letteralmente scippati del set sotto lo sguardo intimorito del direttore di gara. A decidere la contesa era l’ultimo set.
A Michele Di Chirico, che si era conquistato la fiducia del proprio tecnico, ed a Matteo Franci, non trema affatto la mano. Hanno l’incoscienza della gioventù dalla loro parte. Il segnale è il pallino “pesante” colpito da Di Chirico, incurante delle offese e delle minacce. Da lì in poi la coppia termale, “motivata” dall’ambiente ostile, sbagliava poco o niente fino alla resa della coppia di casa, per un incredibile 4-4 finale che costa il titolo all’Edera Marsala, anche se i siciliani avranno comunque da sfruttare la carta, più complicata, dei playoff.
«Abbiamo raggiunto gli spogliatoi – spiega Zinanni – apostrofati dei peggiori titoli e pure con qualche spintone, solo per aver giocato la nostra onesta partita. Il loro presidente è venuto a chiedere scusa, però il clima all’esterno è rimasto, per usare un eufemismo, agitato. Tanto che alcuni dirigenti locali ci hanno accompagnato e scortato in auto fino all’albergo».
L’avventura finisce bene, specie per la Rubierese, promossa in A1, che ringrazia per l’inaspettato regalo. A maggio invece i termali dovranno prepararsi al doppio scontro salvezza con la Follonichese.
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