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«Vogliamo garanzie per il rilancio delle Terme»

Andrea Bonvicini
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Andrea Bonvicini

Andrea Bonvicini invita commercianti e albergatori a un incontro per elaborare le richieste da presentare ai candidati

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MONTECATINI. «Oggi dobbiamo uscire dagli annunci e dall’incertezza e stanare i candidati e la Regione per farci spiegare cosa vogliono fare per le Terme. Pensiamo che gli investimenti li debba sostenere la proprietà, sia per le manutenzioni, sia per i nuovi progetti di rilancio, da cui dipende il futuro delle attività commerciali ed alberghiere. Vogliamo garanzie e dobbiamo agire adesso».

Non usa (come suo solito) giri di parole Andrea Bonvicini per chiamare a raccolta commercianti e albergatori martedì mattina, 23 aprile, in piazza del Popolo, per discutere del problema Terme. Lo fa, dice, parlando a nome anche di altri colleghi imprenditori. Perché, sottolinea, «l’industria più importante al mondo è quella turistica. Il nostro territorio dovrebbe vivere di turismo ma da tempo è ridotto al minimo, e scarsamente produttivo per le nostre attività».

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«Ci siamo riuniti molte volte negli anni, all’Hotel Plaza, come Comitato commercianti – ricorda il titolare dell’omonima boutique di corso Matteotti – per dire la nostra sul capitolo Terme da cui tutti noi dipendiamo. Lo abbiamo fatto a prescindere dalle idee politiche di ognuno. Volevamo dare il nostro contributo, coinvolgendo professionisti che potessero indicare sul tema una soluzione o un progetto per sostenere gli investimenti futuri in ambito termale, in maniera definitiva. Per riaccendere il funzionamento del sistema, attraverso il quale, nel tempo, poter uscire dalla grave situazione debitoria».

Bonvicini poi ricorda che proprio il Comitato aveva proposto «un progetto sostenibile, che aveva lo scopo di riappropriarsi delle Terme per evitare che altri potessero svendere senza garanzie o distruggere il sistema fondamentale per l’economia cittadina. Il nostro progetto non è stato considerato, ma la situazione è tuttora in stallo e il fallimento societario è alle porte. Pensate che il bilancio della Società Terme di due anni fa non è ancora stato approvato: cosa succede? Tra l’altro oggi si scopre che il progetto che avevamo (basato sull’utilizzo della tassa di soggiorno) trovava conferma di attuazione nella relazione di inizio mandato del 2014 di questa amministrazione. E nel mentre sono passati cinque anni».

E ancora: «Siamo stati inascoltati, i giorni e gli anni sono passati ed il lavoro nei negozi, nelle attività, è bloccato. E non dipende da ciò che vendiamo, ma dal territorio esterno, incapace di attrarre (per qualche valido motivo) presenze di qualità medio alta, clienti potenziali per i prodotti delle nostre vetrine o attività. Il socio proprietario di maggioranza, la Regione Toscana, ha dichiarato le Terme non strategiche e fa di tutto per svenderle, ma nessuno le compra. Viene effettuato nel 2018 un bando di gara per le sole Leopoldine, che è stato considerato dai partecipanti, come Saturnia, insostenibile. Il Comune, socio di minoranza, attraverso il vicesindaco Rucco promette un nuovo bando in poche settimane, ma dall’11 dicembre il tempo è passato ma niente di positivo è accaduto. Anzi, oggi, in campagna elettorale, tutti i candidati sindaci si defilano e non affrontano il tema del rilancio Termale. Alcuni fanno solo annunci del tipo: vinceremo e troveremo una soluzione con il socio Regione. Ma quale soluzione? Siamo preoccupati». —
 

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