Il Tirreno

Montecatini

  

Le divise delle forze dell'ordine (e di Salvini) sono prodotte in Romania

David Meccoli
Le divise delle forze dell'ordine (e di Salvini) sono prodotte in Romania

C'è anche la Incom nell'inchiesta di Report. La fabbrica di Focsani della storica azienda montecatinese ha la commessa dei completi per polizia, carabinieri e finanza. Compresi i giubbotti indossati dal ministro dell'Interno 

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. E ora chi glielo va a dire al ministro Matteo Salvini che i giubbotti delle forze dell’ordine (di tutte, indistintamente) che indossa in ogni (buona) occasione sono made in Romania? Il “prima gli italiani” vale – come diceva quella vecchia pubblicità – per molti, ma non per tutti. In particolare quando di mezzo ci sono precisi interessi economici da diversi milioni di euro a scompigliare le carte. A scoprirlo è stato il più famoso programma nazionale d’inchiesta, “Report”, su RaiTre, che nella puntata di lunedì sera ha concentrato l’attenzione sul fascino della divisa.

E tra i maggiori fornitori di “abbigliamento militare e paramilitare dello Stato, sia per le uniformi che per l’abbigliamento tecnico” (come si legge nel sito internet dell’azienda) troviamo la “nostra” Incom.  Nel servizio andato in onda, il giornalista di Report Emanuele Bellano chiede a due poliziotti: “Sapete dove vengono prodotte le vostre divise?”. “Sicuramente in Italia, anche se non so esattamente dove”, è la risposta. Sbagliata. “Governo e maggioranza parlamentare – spiega Bellano – lo ripetono da mesi: bisogna porre freni e limiti alla delocalizzazione, soprattutto se le aziende hanno ricevuto soldi pubblici. Ma c’è un’eccellenza italiana che più di altre è stata messa in ginocchio: il tessile”.

Tre sono le aziende che, oggi, producono abbigliamento per le forze armate e di polizia italiane: la Alfredo Grassi, la Lovers e la Incom. Quest’ultima, secondo Report, produrrebbe completi giacca e pantalone di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Quegli stessi completi sovente indossati da Salvini. Solo che li produce in Romania (come le altre due ditte). Bellano è andato fino alla fabbrica romena della Incom, a Focsani, e qui ha parlato con qualche dipendente. Si scopre così che lo stipendio medio è di 290 euro al mese e anche il fisco per le imprese è super vantaggioso (l’imposta sulle imprese è al 3 o al 16%). Secondo la direttrice dello stabilimento in Romania, una divisa completa costa 90 euro (“Tutto compreso”).

“Il ministero dell’Interno invece, dopo una gara di appalto con decine di migliaia di capi – dice Bellano – paga 84 euro la giacca e 43 euro il pantalone, in totale 127 euro. Il quaranta per cento in più. Se ottenessero il nostro prezzo al costo di due ne comprerebbero tre e risolverebbero la carenza di divise senza dover stanziare un euro in più”.

E in studio il conduttore del programma, Sigfrido Ranucci, spiega che “quando un politico indossa una divisa per condivisione con i lavoratori che la indossano, dovrebbe pensare anche ai quarantamila lavoratori del tessile che sono rimasti per strada. Bisognerebbe, magari, riparametrare la base d’asta sui prezzi della Romania, anziché su quelli italiani. Tanto lì le fanno, le divise”.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini