Il Tirreno

Montecatini

Mezzo secolo di dolcezza per il cioccolatiere Slitti

Martina Trivigno
Andrea Slitti, il padre Luciano e il fratello Daniele
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Andrea Slitti, il padre Luciano e il fratello Daniele

Tutto cominciò con il padre Luciano che tostava e vendeva il caffè  ma la svolta maturò con la partecipazione dei figli a un concorso in Francia

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L’aroma del caffè, da mezzo secolo, si confonde con il dolce profumo del cioccolato. Su questi due pilastri, Andrea e Daniele Slitti – e con loro il padre Luciano con la moglie Marina – hanno fondato un impero, affermandosi come i re indiscussi del cioccolato. In una terra, Monsummano, conosciuta per lo più per il settore del calzaturiero. Il palmarés della famiglia Slitti – che oggi dà lavoro a una trentina di dipendenti –, d’altronde, non lascia spazio ai dubbi: 100 medaglie d’oro conquistate in concorsi e competizioni internazionali. All’inizio c’è stata la passione. Tanta. E poi la voglia di sperimentare, affidandosi a una guida sicura – il palato – sempre alla ricerca della perenne eccellenza. Quando tutto è cominciato, 50 anni fa, era il 1969. E dove ora sorge il negozio – e pure il laboratorio – della famiglia Slitti, sulla strada Francesca, a Cintolese, allora c’era la torrefazione che Luciano, 90 anni compiuti, aprì.

«Nostro padre – raccontano i fratelli Andrea e Daniele – ha sempre avuto la mentalità di creare un prodotto d’eccellenza. Lui veniva dal mondo del bar ma non trovava mai un caffè all’altezza, in grado di soddisfare il suo palato». Così il signor Luciano decise di produrlo, il caffè. «Lo tostava e lo confezionava – prosegue –. Poi saliva a bordo della sua Fiat 500 e lo consegnava ai locali della zona». Ma è con Andrea e Daniele Slitti che arriva la svolta che li avvicinerà al cioccolato. «Il nostro è stato un percorso da autodidatta – racconta il maestro cioccolatiere Andrea – Cercavamo prodotti particolari, visitavamo i laboratori e poi respiravamo quel profumo del cioccolato in movimento. Comprai diversi libri che parlavano di cacao. Provavo, sperimentavo, facendomi sempre guidare dal mio palato». Gli anni passano, ne trascorrono tre. E arriva il primo concorso, in Francia. «Mi fecero iscrivere, ma non avevo molte speranze – spiega Andrea –. Eravamo gli unici italiani contro 42 concorrenti francesi. Ricordo ancora quei 1. 200 chilometri percorsi da Monsummano a bordo di un furgone, con l’ansia e il cuore in gola. Sul retro, infatti, avevamo il pezzo artistico di cioccolato da presentare alla giuria del concorso».

«Ogni frenata, ogni scossone – aggiunge, sorridendo, Daniele – era un sussulto. Che agonia fu quel viaggio». Ma il risultato della competizione andò ben oltre le più rosee aspettative dei due fratelli. «Vincemmo tutto – proseguono –, addirittura l’assoluto della giornata. E poi andammo in direttissima alla finale, a Parigi. E anche lì fu un trionfo».

Fu soltanto il primo di una lunga serie di successi, però. Visto che, quest’anno, la famiglia Slitti ha tagliato il traguardo delle 100 medaglie d’oro. «Non è tanto la vittoria in sé a darci soddisfazione – spiegano Andrea e Daniele, accompagnati dalle mogli Palmira e Lara – quanto rendersi conto che, per tutti questi anni, siamo riusciti a mantenere costantemente alto il livello della qualità dei nostri prodotti. È questa la passione che vogliamo trasmettere a chi lavora con noi». E per il futuro? «Abbiamo ancora tante cose da fare – concludono i due fratelli – ancora molti mercati da raggiungere per essere sempre il più vicino possibile al consumatore».

Per continuare a scrivere, ancora, una storia di dolcezza lunga mezzo secolo.
 

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