Gioco
Terme, rinviato ancora il voto sul bilancio L’offerta di Saturnia apre scenari nuovi
L’assemblea dei soci mette in evidenza la necessità di un approfondimento dei conti e rimanda tutto al 18 aprile
MONTECATINI. Prima il futuro, poi si penserà al passato. E così la manifestazione d’interesse a “valutare ipotesi di locazione e gestione dello stabilimento Leopoldine” da parte della società proprietaria delle Terme di Saturnia si è presa la scena all’assemblea dei soci di ieri, che ancora una volta ha deciso di aggiornare a un successivo appuntamento (il 18 aprile) l’approvazione del bilancio dell’ormai lontano 2017. L’idea progettuale presentata alle Terme “Il Tirreno” l’ha resa nota ieri.
L’acqua termale che riempie completamente il grande cratere circolare, con una piscina interna a formare una sorta di “occhio”. Altre due piscine, più piccole, sovrapposte e anch’esse rotonde, spostate sulla parte destra, oltre l’edificio storico. E poi tanto verde, con giardini all’italiana pieni di lettini prendisole e uno spazio centrale (all’ombra di un grande albero) da cui partono i vialetti di collegamento con le vasche e l’immobile.
Questa è la proposta per le Leopoldine della joint-venture formata dal fondo d’investimento americano York Capital e dall’italiana Feidos, con a capo l’imprenditore Massimo Caputi. Con un investimento fino a 18 milioni di euro per un contratto di locazione della durata almeno trentennale.
Ma proprio l’offerta dalla Maremma ha di fatto posto una riflessione tra i soci delle Terme (Comune e Regione). La discussione attorno al bilancio (sempre quello del 2017) si è arenata sulla possibilità o meno di inserire alcune voci straordinarie (sia di segno negativo che positivo) come il nuovo accordo con le banche creditrici, i debiti con la Cmsa (e il fermo cantiere ormai pluriennale) e, ora, la nuova opportunità apertasi con l’interesse di Saturnia.
In altre parole: in un mondo “ideale” un’azienda come le Terme dovrebbe portare i libri in tribunale e chiudere la sua gloriosa storia, ma nel nostro caso si tratterebbe del fallimento di un’intera comunità. Per questo una prospettiva di continuità, come quella che si aprirebbe con la concessione delle Leopoldine, cambia tutto lo scenario. E, di fatto, richiede un supplemento d’indagine sui conti economici. Ma intanto registriamo la soddisfazione dei soci sull’arrivo del plico da Saturnia. «Confermo che la proposta c’è – dice il vicesindaco Ennio Rucco – e ora le parti si incontreranno per concordare i vari passaggi. Sono contento, anche perché è la strada che abbiamo da tempo tracciato e che prevede la valorizzazione degli immobili termali con interlocutori seri che si occupino ognuno di un diverso settore: dal benessere al sanitario fino all’intrattenimento».
Di Leopoldine e futuro delle Terme si è parlato anche in un incontro tra associazioni economiche (albergatori e commercianti), Comune e Regione. Dall’incontro sarebbe emerso anche che Saturnia avrebbe già bussato alle porte di Toscana Promozione per capire il reale interesse (e la portata della disponibilità) a promuovere un eventuale nuovo polo wellness toscano.
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