Il Tirreno

Montecatini

Polo benessere, Saturnia si dice pronta a investire fino a diciotto milioni di euro

David Meccoli
Polo benessere, Saturnia si dice pronta a investire fino a diciotto milioni di euro

Ecco i dettagli del progetto elaborato per le Leopoldine dalla società proprietaria delle terme in provincia di Grosseto

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MONTECATINI. L’acqua termale che riempie completamente il grande cratere circolare, con una piscina interna a formare una sorta di “occhio”. Altre due piscine, più piccole, sovrapposte e anch’esse di forma rotonda, spostate sulla parte destra, oltre l’edificio storico. E poi tanto verde, con giardini all’italiana pieni di lettini prendisole e uno spazio centrale (all’ombra di un grande albero) da cui partono i vialetti di collegamento con le vasche e l’immobile a ferro di cavallo. . È l’idea progettuale ( “Concept layout”) per le Leopoldine che la società proprietaria delle Terme di Saturnia (una joint-venture formata dal fondo d’investimento americano York Capital e dall’italiana Feidos, con a capo l’imprenditore abruzzese Massimo Caputi) ha presentato a Comune, Regione e Terme di Montecatini. Con l’idea di prendersi in affitto lo stabilimento per (almeno) trent’anni. Nella lettera di accompagnamento il cda delle terme maremmane conferma l’interesse a «valutare ipotesi di locazione e gestione dello stabilimento Leopoldine» in vista di un «piano d’azione per la creazione di un sistema di benessere toscano» che preveda, per Montecatini, la realizzazione di un «polo wellness con un progetto in linea con le tendenze del mercato» dotato di una» sostenibilità economica e finanziaria» (ricordiamo che la base d’asta per il canone di affitto era, nel vecchio bando, di 1, 2 milioni di euro l’anno, con facoltà di ottenere la parziale compensazione fino a scomputo totale del costo dei lavori di ristrutturazione).

Due le opzioni proposte da Saturnia. La prima prevede l’utilizzo di volumetrie anche al di sotto della collina che si affaccia sul lato Tamerici, la seconda si concentra invece sul solo terrapieno esterno. In entrambe le ipotesi, poi, l’edificio storico è destinato all’accoglienza della clientela, al bar, a negozi, a spogliatoi, a magazzini, a impiantistica, a locali per lo staff, oltre che ad aree relax e wellness. Sull’ala sinistra della struttura, poi, si segnala la possibilità di realizzare un ambulatorio con ingresso indipendente rispetto a quello della piscina. Il progetto non si dimentica di suggerire le essenze da piantare in giardino: salvia, echinacea purpurea e tante altre piante con l’imperativo del multicolore. Per gli interni si elencano i materiali più adatti a realizzare una sorta di “villa toscana”: legno, cotto, marmo di Carrara, cuoio e poi caminetti e tanti giochi di luci e ombre.

Infine i costi: per l’ipotesi 1 (quella con la parte seminterrata) si parla di interventi da 16 a 18 milioni di euro, per la seconda soluzione (solo terrapieno esterno, quindi più economica) da 14 a 16 milioni. Preventivi che comprendono praticamente tutto: dalla piscina al giardino, dagli impianti fino ad arrivare agli arredi. Non solo di bilancio, quindi, si parlerà oggi in assemblea dei soci, dove Comune e Regione saranno chiamati ad approvare il documento economico relativo al (lontano) 2017. –


 

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