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operazione hashiri 2 

Condannati gli spacciatori che si erano spartiti Montecatini

Massimo Donati
Condannati gli spacciatori che si erano spartiti Montecatini

Il pm ha dovuto rivedere al ribasso le pene richieste dopo la recente pronuncia della Corte costituzionale ma i 6 saranno espulsi da espiazione conclusa

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MONTECATINI. I nigeriani gestivano lo spaccio di cocaina ed eroina nel quartiere che abbraccia l’Esselunga e i due distributori di carburante di via Lucchese. Gli albanesi e i magrebini avevano scelto il parco di via Cividale e via Marruota. Una spartizione delle varie zone di Montecatini portata alla luce dall’operazione “Hashiri 2”, a conclusione della quale, il 16 aprile scorso, i carabinieri della locale Stazione avevano eseguito 10 misure cautelari. E l’undicesimo destinatario del provvedimento restrittivo era stato catturato a fine maggio, in un appartamento di via Cavour. L’altra mattina, in tribunale a Pistoia, al termine del processo per rito abbreviato arrivato dopo la richiesta del pm del giudizio immediato, per sei di loro sono arrivate le condanne del giudice delle indagini preliminari. Che ha applicato loro anche la misura di sicurezza dell’espulsione a pena espiata.

Jude Adiyeni, 33enne nigeriano senza fissa dimora, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione; Johnpaul Boi, 28enne nigeriano senza fissa dimora a 2 anni; Ahmed Dridi, 34enne tunisino residente a Montecatini, a 4 anni e 6 mesi; stessa pena per Adenis Muca, 27enne albanese residente a Riolo Terme; Zouhir El Makrini, 25enne marocchino residente a Ponte Buggianese, a 2 anni; così come Eric John, nigeriano di 26 anni, domiciliato a Latina.

Quella dell’altra mattina in tribunale è stata la prima sentenza a Pistoia seguita alla recente pronuncia della Corte Costituzionale (la numero 40 del 2019), con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 73, comma 1, del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti, nella parte in cui in cui prevedeva la pena minima di 8 anni di reclusione. La Suprema corte ha rilevato che la differenza di ben quattro anni tra il minimo di pena previsto per la fattispecie ordinaria (8 anni) e il massimo della pena stabilito per quella di lieve entità (4) era in contrasto con i principi di eguaglianza, proporzionalità e ragionevolezza (articolo 3 della Costituzione), oltre che con il principio della funzione rieducativa della pena (articolo 27).

In base al nuovo tetto minimo di 6 anni di reclusione stabilito con tale pronuncia, l’altra mattina il pubblico ministero Leonardo De Gaudio, al termine delle proprie repliche, ha dovuto rivedere al ribasso le richieste di condanna per i sei imputati avanzate nel corso della precedente udienza, che si era tenuta appena una settimana prima.

Come detto, gli imputati condannati erano finiti in manette nell’aprile 2018. Altri 13 simili provvedimenti (a carico soprattutto di tunisini) erano stati eseguiti dai carabinieri esattamente due anni prima, nel corso di un primo filone di indagini. Non a caso all’operazione dei militari della Stazione di Montecatini era stato dato il nome di “Hashiri 2”, naturale proseguimento della prima: gli arrestati si erano praticamente sostituiti al primo gruppo nella gestione dello spaccio, coprendo le stesse zone. —


 

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