Sicurezza
La rabbia degli espropriati: "Nessuno ci ha avvisato"
Pescia, una quarantina le famiglie e le imprese interessate: due le case che dovranno lasciare il posto al nuovo binario ma tanti hanno terreni agricoli, vivaio e giardino
PESCIA. Avranno tempo fino al 14 di marzo per presentare a Rete Ferroviaria Italiana le osservazioni relative al progetto di raddoppio della tratta tra le stazioni di Pescia e Lucca. Sono i proprietari dei terreni, delle abitazioni, delle costruzioni nei pressi della tratta, oggetto del progetto. Una quarantina circa, per lo più titolari di attività commerciali, agricole e florovivaistiche. Lo scorso 25 febbraio il sindaco Oreste Giurlani li ha convocati a Palazzo del Vicario, ha messo loro a disposizione i tecnici del Comune e i rappresentanti di alcune associazioni di categoria.
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«Il Comune non ha alcun ruolo in questo progetto – ha spiegato Oreste Giurlani – ma abbiamo ritenuto necessario prestare un’attività di consulenza e coordinamento a questi cittadini, che dall’oggi al domani si sono ritrovati a dover fare i conti con questa novità. Abbiamo detto loro che dovranno prendere un tecnico per essere seguiti nella presentazione delle osservazioni, per parte nostra metteremo a disposizione i nostri uffici comunali e per quanto possibile cercheremo di far valere il nostro peso istituzionale in conferenza dei servizi, che si svolgerà a Roma il prossimo giugno».
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I soggetti espropriati hanno avuto modo di leggere le carte e il progetto. Perplessità, rabbia e smarrimento gli stati d’animo più diffusi. «Non perché siamo contrari al cambiamento – ha spiegato Alessandro Andreani, tra gli espropriati – ma per come stanno gestendo le cose. Il tempo per presentare le osservazioni è di appena 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso di Ferrovie. Non siamo stati avvisati personalmente, ma attraverso un avviso pubblico. E per visionare il progetto saremmo dovuti andare a Firenze».
Un altro dei proprietari ha sottolineato lo spaesamento e la rabbia provati nell’avere appreso di essere oggetto di esproprio dal giornale. «L’ho saputo leggendo il mio nome sul giornale e intanto erano già passati 10 giorni». Alessandro Andreani è titolare di un vivaio di olivi e piante ornamentali, la sua è la prima proprietà che si incontra uscendo dalla stazione di Pescia.
«Saremo danneggiati in maniera rilevante da questo progetto – ci ha spiegato – non solo perché ci verrà meno il campo da lavoro e dovremmo smontare delle serre, ma anche perché la strada aziendale sarà occupata per tutta la durata del cantiere, che dicono sarà almeno di 36 mesi, la nostra attività sarà sicuramente compromessa e non abbiamo ancora idea di come ci verranno compensati danni e disagi da un punto di vista economico. Nessuno ci ha ancora fornito indicazioni in questo senso».
A differenza di quanto è avvenuto nella confinante Lucchesia, sono solo due le abitazioni che insistono nel territorio di Pescia che dovranno essere abbattute, una è quella di Ubaldo Pellegrini. «Non vorrei ritrovarmi a 65 anni a dover prendere un mutuo per l’acquisto di un’altra abitazione, pertanto confido in un congruo indennizzo – ha detto – questa casa che batteranno giù è frutto di una vita di sacrifici, mi dispiace, ma dal momento che non c’è modo di opporsi spero proprio di ricevere un’adeguata sistemazione». Infine resta il non trascurabile problema che col raddoppio del binario chi aveva un giardino vicino alla strada ferrata, dopo lo avrà ancora più vicino e la strada di cantiere condizionerà gli spostamenti e la logistica.
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