La manifestazione
Padule, malumori e proteste tra i proprietari di Terra Nostra
All'assemblea anche i sindaci di Ponte Buggianese e Fucecchio
PONTE BUGGIANESE. C’è stata nei giorni scorsi alla Dogana del Capannone l’assemblea annuale dell’Associazione Proprietari area Padule di Fucecchio Provincia di Pistoia consorziati in “Terra Nostra Unita” per affrontare le numerose tematiche che hanno riguardato l’area palustre nell’anno appena trascorso. Tra i proprietari serpeggia malcontento, tanto da ipotizzare una manifestazione a Firenze davanti alla Regione.
Durante l’assemblea, alla presenza dei sindaci di Ponte Buggianese e Fucecchio Nicola Tesi e Alessio Spinelli e - nelle fasi finali dell’assemblea - dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, sono stati dibattuti una serie di argomenti. Ovvero: «aggiornamento dei lavori del Consorzio relativi al famoso progetto di depurazione, stato dell’avanzamento dei lavori della “Consulta”, incresciosi avvenimenti dello scorso periodo estivo nella Riserva Righetti con relativo prosciugamento della stessa, aggiornamenti sul piano di gestione per la questione anticipo sfalci vegetazione annualità 2019 e per la parte venatoria relativamente all’unificazione degli attuali 2 regolamenti che riguardano le 2 Province di Pistoia e Firenze, clima vessatorio venutosi a creare in Padule sia per l’incresciosa aggressione avvenuta a metà gennaio nei confronti di un anziano cacciatore».
«Inutile nascondere - si legge in una nota - il forte malcontento esistente, anche a causa della sentenza del Consiglio di Stato che ha visto privare i cacciatori del Padule di 15 giorni di caccia nel mese di gennaio in maniera totalmente illegittima in quanto nella Zps non si era verificata nessuna preapertura, senza che la Regione Toscana abbia fatto niente per impedirlo, per non parlare delle associazioni venatorie che si sono limitate a qualche lapidario comunicato al quale non è stato nemmeno risposto».
Il risultato emerso è che «d’ora in poi la nostra associazione segnalerà le incongruenze sui lavori svolti e da eseguire da parte del Consorzio 4 Basso Valdarno non più alla Regione, ma direttamente alla Procura».
Inoltre se «la Consulta non produrrà fatti in tempi brevi, noi, come proprietari di Pistoia, ne usciremo, come deliberato dall’assemblea».
«Il malcontento in futuro si potrebbe anche trasformare in una grande manifestazione davanti alla Regione», conclude la nota.
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