Sicurezza
Spacciavano in pieno centro a Montecatini: arrestati dai poliziotti della pg
I due giovani clandestini nigeriani nascondevano le dosi di eroina in bocca
MONTECATINI. La scena era sempre più o meno a stessa. Ripetuta decine e decine di volte e ripresa dalle telecamere degli investigatori. Lo spacciatore in attesa, seduto su una panchina oppure in piedi appoggiato al muro; e che, quando arriva il cliente, gli fa tendere la mano e gli sputa sul palmo la pallina termosaldata che nascondeva in bocca, con dentro la dose di eroina. Il tutto, a qualunque ora del giorno, in pieno centro, a due passi da piazza del Popolo. Un giro di spaccio a cui gli investigatori del commissariato di Montecatini hanno inflitto un doppio colpo nell’arco di appena tre giorni.
A finire in manette – il primo nel pomeriggio di lunedì 4 e il secondo nella mattinata di mercoledì 6 febbraio – due giovani nigeriani, entrambi senza fissa dimora e clandestini dopo la scadenza del permesso di soggiorno per richiesta di asilo. I poliziotti della squadra di polizia giudiziaria, diretti dal vicequestore Mara Ferasin, li hanno arrestati in flagranza subito dopo aver spacciato l’ennesima dose. Nell’ambito di un’indagine scattata a fine gennaio e ancora in corso (per questo il commissariato non ha reso noti i nomi dei due).
Il primo ad essere arrestato è stato un 22enne, nel primo pomeriggio di lunedì. Gli investigatori, coadiuvato anche dalla Scientifica, armata di telecamera, lo tenevano d’occhio da giorni quando hanno deciso di bloccarlo dopo aver fermato due suoi clienti, che avevano appena comprato da lui due dosi di eroina (per 15 euro l’una). Uno spaccio che, come detto, avveniva sempre con la stessa modalità, con le palline di plastica termosaldata nascoste nella bocca e pronta per essere ingoiata nel caso dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Il suo connazionale – 25 anni – è stato arrestato invece mercoledì mattina, sempre nella stessa zona, anche in questo caso dopo la raccolta delle prove necessarie per incastrarlo.
Entrambi sono stati portati in carcere, dove il loro arresto è stato convalidato dal gip del tribunale. —
M.D.
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