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Da Pescia e Pistoia al lavoro per l’auto a guida autonoma

Azelio Biagioni
Da Pescia e Pistoia al lavoro per l’auto a guida autonoma

Della squadra corse dell’Ateneo pisano fanno parte Ettore Caldarazzo di Pescia e Thomas Werner di Pistoia: entrambi sono impegnati in un lavoro di ricerca

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PESCIA. Ci sono anche due menti pistoiesi nel lavoro di ricerca che vede impegnata l’”E-Team”, la squadra corse dell’Università di Pisa, nella realizzazione di un’auto a guida autonoma. Thomas Werner di Pistoia ed Ettore Caldarazzo di Pescia sono i due studenti universitari che, insieme ad altri, progetteranno e poi realizzeranno il veicolo “Driverless”, ovvero senza guidatore. La formula Sae, la competizione internazionale che vede misurarsi tra loro monoposto progettate e sviluppate da studenti universitari, ha da poco introdotto per le auto di questo tipo un’apposita categoria, che per ora ha visto classificarsi solo squadre straniere, essendo questa opzione ancora poco praticata in Italia. E da maggio fino a dicembre l’E-Team si concentrerà sulla progettazione e realizzazione di un veicolo a guida autonoma competitivo che dovrebbe scendere in pista nel 2020.

Thomas Werner è di Pistoia, ha 22 anni e frequenta il quarto anno della facoltà pisana di ingegneria dei veicoli. Nel team il suo ruolo è quello di dirigere il settore compositi. «Dirigo la produzione dei progetti – spiega – Ad esempio le “ali” del nuovo veicolo saranno in fibre di carbonio come le carene, mentre il serbatoio verrà realizzato in materiali compositi. Lavorare alla realizzazione di un progetto – aggiunge lo studente – è edificante dal punto di vista ingegneristico perché, all’università, facciamo poca pratica. Inoltre, cosa di non poco conto, c’è un forte lavoro di squadra. E non solo progettiamo ma passiamo anche alla realizzazione della macchina e questa è una vera soddisfazione. Il lavoro è di tutti e in quel veicolo c’è un po’ di ognuno di noi».

Poi Thomas passa a spiegare come funziona la macchina Driverless. «Da regolamento – racconta – non ci potranno essere comandi a distanza, tranne ovviamente lo stop di sicurezza. L’auto deve avere guida autonoma, quindi nessun guidatore nemmeno da remoto. L’auto, attraverso particolari sistemi di controllo, anche questi da noi progettati, dovrà riconoscere autonomamente il percorso e imparare il tracciato che dovrà percorrere».

Al momento la divisione Driverless dell’E-Team è impegnata nella prova di un simulatore in grado di testare gli algoritmi di controllo e i modelli del sistema. I progetti che saranno portati avanti si concentreranno prevalentemente sulla parte di percezione, per la quale è previsto l’utilizzo di una telecamera stereoscopica e di una rete neurale. Attraverso questi due meccanismi si arriverà all’identificazione dei coni e alla creazione della mappa dell’ambiente e del tracciato in cui la vettura dovrà muoversi. Tutto ciò sarà effettuato grazie a un elevato controllo del veicolo, che sarà così capace di dare i riferimenti al motore e ai vari attuatori (freno, sterzo, cambio e frizione). La divisione “Driverless” della squadra, che si pone a fianco alla già presente “Combustion”, è composta da una decina di studenti dei corsi di studi in Embedded computer system, Ingegneria robotica, Ingegneria dei veicoli e Ingeneria meccanica, guidati da Niccolò Mazzatenta, Gabriele Baris e Davide Malatesta. Per quanto riguarda le gare Thomas Werner racconta come solitamente l’ateneo pisano partecipa a quelle in Italia (Varano de’ Melegari) e che negli ultimi due anni l’E-Team si sia qualificato ad una gara molto prestigiosa come quella di Hockenheim. «E adesso – termina lo studente – ci prepariamo a tornare in Germania a metà agosto». —

Azelio Biagioni

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