Sicurezza
Inferno di notte al deposito dei pullman otto autobus del Copit divorati dal fuoco
L’allarme lanciato da un automobilista che ha visto del fumo uscire da un mezzo. Indagini sulle cause del disastro
LAMPORECCHIO. C’è ancora un capannello di persone, fuori dal cancello. Guardano, oltre la recinzione, le carcasse dei pullman ormai distrutti, allineati uno accanto all’altro. Nell’aria persiste un forte odore di plastica e gomma bruciate. È il giorno dopo il terribile incendio al deposito Copit di via Di Vittorio, a Lamporecchio. Il fuoco ha salvato l’immobile, ma ha distrutto ben otto bus della società che gestisce il trasporto pubblico locale a Pistoia e in provincia. «Un danno enorme, da più di un milione di euro», sussurra qualcuno.
Sono circa le 23, 30 di sabato quando il rogo è comincia. Un testimone, che passava lì per caso, racconta di aver notato del fumo. «Viaggiavo in macchina, quando ho sentito un forte odore di bruciato – racconta l’imprenditore Giuliano Baronti, il primo ad aver chiamato il 115 –. Ho accostato e, a quel punto, ho visto del fumo uscire da uno dei pullman parcheggiati nel piazzale del deposito. Ho telefonato ai vigili del fuoco e, in quel momento, le fiamme hanno cominciato a levarsi altissime. Ho detto ai pompieri di fare presto».
L’incendio si propaga in fretta: i bus sono parcheggiati molto vicino gli uni agli altri e le fiamme ne avvolgono diversi. Raggiungono i serbatoi, gli pneumatici. Si sentono delle esplosioni, tremano i vetri delle finestre delle abitazioni vicine. La gente scende in strada e intanto arrivano i vigili del fuoco di Pistoia, Montecatini, Pescia ed Empoli coadiuvati dai volontari della Vab. Intervengono anche i carabinieri, la Polizia municipale e il personale del Comune. Via Di Vittorio viene chiusa al traffico, i curiosi allontanati per ragioni di sicurezza.
Ci vorranno diverse ore per riuscire a domare del tutto l’incendio, ma intorno alle 2 di domenica la situazione è sotto controllo. È il momento della conta dei danni: Copit ha perso otto dei suoi bus. La gente, ora, si chiede cosa sia successo. Da dove possa essere partito l’incendio, in una serata umida e piovosa, ancora non si sa. E il Consorzio pistoiese trasporti non si sbilancia. «La cause – spiega Kevin Sichi, direttore di Copit – sono ancora tutte da accertare. Anche perché non sono affatto chiare. Questura, carabinieri e vigili del fuoco stanno indagando e speriamo di sapere, al più presto, qualcosa di più. Al momento non sono state fatte ipotesi, non si può escludere niente».
Quel che è certo, però, è che la società, almeno nel breve termine, potrà contare su otto bus in meno. «Siamo al lavoro – prosegue Sichi – per garantire il regolare servizio di trasporto pubblico. Intanto abbiamo chiesto sei pullman in prestito ai soci del Cap di Prato che abbiamo già portato in deposito a Pistoia e sono già funzionanti per le nostre linee: con questi contiamo di garantire domani (oggi, ndr) la regolarità del servizio. Cercheremo, insomma, di limitare al minimo i disagi per i pendolari».
«Il danno – conclude Sichi – ammonta sicuramente ad alcune centinaia di migliaia euro, anche se una stima precisa non è ancora stata fatta. Oltre ai mezzi ci sono i danni alla struttura, che ovviamente vanno quantificati». –
Martina Trivigno
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