Il Tirreno

Montecatini

Esame disponibile a fine di aprile per chi non può pagare il privato

Maria Salerno
Una sala operatoria dell'ospedale di Pescia (Foto Nucci)
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Una sala operatoria dell'ospedale di Pescia (Foto Nucci)

La vicenda di un paziente affetto da restringimento del canale  spinale. L’amarezza della sorella: «Si priva il malato  della sua dignità di persona»

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PESCIA. «Se la sanità pubblica non esiste più, almeno ce lo dicessero, anziché regalarci l’illusione che sia così e poi scoprire, nello stato di necessità, che si tratta di una menzogna». In queste poche parole c’è tutta l’amarezza di una signora residente al Borgo, che si è rivolta al nostro giornale per raccontare l’odissea (non ancora terminata) del fratello, 73enne, malato (la cui identità non sarà palesata per questioni di privacy), tra lungaggini burocratiche, liste d’attesa, e costose prestazioni.. Il protagonista della nostra storia, all’incirca un anno fa, ha iniziato ad accusare forti dolori alle gambe e alla schiena. Dopo un mese d’attesa si è recato all’ospedale di Pescia, dove è stato sottoposto ad una risonanza dalla quale è emerso un restringimento del canale spinale. Sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici, gli suggeriscono i medici, una tac per cominciare.

I tempi di attesa per una tac sono tali che il paziente è costretto a farla a pagamento. Non senza sacrificio. Il paziente, infatti, percepisce una pensione di circa 800 euro e tutti i farmaci che gli sono stati prescritti come terapia il sistema sanitario nazionale non glieli passa, quindi li deve acquistare.

L’esito della tac non è incoraggiante, il paziente necessità di un ulteriore approfondimento diagnostico: elettromiografia si chiama (un'indagine diagnostica che si esegue con lo scopo di valutare lo stato di salute dei muscoli e dei nervi). Il prossimo 30 aprile è la prima data utile per ricevere la prestazione gratuitamente, apprende l’uomo quando prova a prenotare l’esame. Troppi mesi davanti a sé e nel frattempo le sue condizioni sono vistosamente peggiorate.

«Proviamo a farla in intramoenia» gli suggerisce, a quel punto, la sorella.

L’intramoenia è quell’istituto che prevede che la prestazione sia effettuata in ospedale, ma a fronte del pagamento di una tariffa definita dal professionista d’intesa con l’Azienda, a totale carico del cittadino. Parte di questa tariffa viene trattenuta dall’Azienda a copertura dei costi sostenuti. L’elettromiografia in intramoenia, al SS. Cosma e Damiano, è disponibile per martedì prossimo, ma il costo della prestazione ammonta a 104 euro. «Non posso permettermelo» è la conclusione del paziente, stanco di aspettare e vessato dai costi economici che in questi mesi è stato, suo malgrado, costretto a sostenere. Rinuncia e decide di attendere la fine di aprile. Nonostante la sua patologia sia degenerativa e non gli dia tregua.

«È accettabile tutto questo? – si domanda la sorella – non è privare il malato della sua dignità di persona? ». –

Maria Salerno

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