Gioco
Ecco i “gilet azzurri” di Forza Italia contro la manovra del governo
MONTECATINI. «Meno tasse, più lavoro». I militanti e sostenitori di Forza Italia, guidati dal coordinatore provinciale Massimo Boni (ma tra loro anche Alberto Lapenna), hanno indossato dei gilet azzurri e, ieri, hanno presidiato piazza del Popolo. È stato il loro modo per dire no alla manovra di bilancio attuata dal Governo giallo-verde, in una giornata storica per il partito fondato da Silvio Berlusconi: i 25 anni di vita di Forza Italia. «Me lo ricordo ancora, quel giorno. Quando decidemmo di far nascere Forza Italia anche in Valdinievole – ricorda uno dei fondatori, Franco Pacini – Eravamo in locale affollato e c’era anche Antonio Tajani. Era una scelta coraggiosa, soprattutto in una regione governata dalla sinistra. Ma siamo riusciti ad abbattere le iniziali diffidenze, affermandoci sempre più e governando Montecatini per ben due lustri».
Un obiettivo a cui il partito azzurro aspira ancora, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative. «Questa città, da dieci anni – conclude Pacini – è amministrata dalla sinistra e gli effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Montecatini deve tornare a risplendere e vivere i vecchi fasti. Siamo convinti di poterci riuscire ma, per farlo, è necessario risolvere una volta per tutte la questione delle Terme, baluardo di sconfitta della sinistra».
Una partita non facile, a cui contribuiranno i giovani. «Non è vero che ai ragazzi la politica non interessa – dice Matteo Vitale, coordinatore provinciale dei giovani di Forza Italia –. Hanno solo bisogno di trovare qualcuno che li stimoli. Il nostro gruppo giovani è formato da oltre venti componenti, molti dei quali saranno candidati alle prossime amministrative».
Infine l’onorevole Maurizio Carrara e la senatrice Barbara Masini. «L’attuale governo – hanno spiegato – si è basato sulla spesa corrente e l’assistenzialismo, riducendo gli investimenti. E il reddito di cittadinanza, anziché sconfiggere la povertà, ha creato soltanto della confusione. La vera preoccupazione, dunque, resta: l’economia è stagnante e non si creano nuovi posti di lavoro. La legge di bilancio non crea sviluppo né prospettive per il nostro Paese» . Un ultima foto di gruppo prima di tornare, di nuovo, al gazebo in piazza del Popolo. —
Martina Trivigno
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