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Confindustria a Giurlani «Non è affatto scontato che le imprese restino»

Giuseppe Boi

Gli industriali chiedono un incontro sul piano operativo e viabilità a Collodi: turismo e industrie devono coesistere

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L’occasione è fare il punto sul futuro di Collodi e intervenire sul piano operativo comunale. Ma l’obiettivo sembra molto più ampio. Suona come una tirata d’orecchi a Oreste Giurlani il comunicato diramato ieri da Confindustria Toscana Nord. Si parte da un netto «Collodi, è il tempo delle scelte», per arrivare a un forte richiamo al sindaco: «Crediamo che nulla sia scontato, neppure la permanenza di imprese (industriali ma anche turistiche) sul territorio se non esistono condizioni capaci di trattenervele».

L’associazione dell’industriali chiede anzitutto al sindaco di partecipare al dibattito sul piano operativo comunale, quello che un tempo si chiamava regolamento urbanistico. Giurlani lo ha illustrato ai cittadini in tre incontri, ma gli industriali chiedono «una iniziativa simile per la rappresentanza delle imprese», «Anticipiamo comunque che in quella sede – si legge nella nota –, fra le altre cose, ribadiremo la necessità di attenzione su una parte del territorio, Collodi, rispetto alla quale molto si è detto e sinceramente poco fatto.

«Sperando che i tempi siano finalmente maturi per assumere decisioni coerenti con il mutato panorama economico», Confindustria si schiera con il lavoro fatto dalla «fondazione guidata da Pierfrancesco Bernacchi, disposta a scommettere sul parco di Pinocchio, con progetti in fase avanzata che ne prevedono l’ampliamento: ne discenderà un maggior afflusso di visitatori».

E qui si arriva al problema: «Si pone quindi la precondizione di una viabilità di accesso all’ampliato parco comunque da adeguare e rispetto alla quale occorre che gli enti coinvolti identifichino quanto prima la soluzione tecnica ed economica più idonea, tenendo anche conto dei tempi di realizzazione», scrivono gli industriali che aggiungano come sia «di tutta evidenza che le scelte andranno fatte considerando che Collodi non è avulsa dalla realtà sociale, economica e urbanistica che la circonda».

«Confindustria Toscana Nord – prosegue la nota – ha sempre sostenuto che i decisori, esperita la fase di consultazione pubblica, debbano essere ovviamente la Regione, deputata alla progettazione territoriale generale, le due province limitrofe (Pistoia e Lucca) e tutti i comuni interessati; in particolar modo, quello di Villa Basilica, dove insistono le principali attività produttive della zona. Sono essenzialmente cartiere, industrie a pieno titolo, e come tali hanno bisogno di essere alimentate da flussi veicolari in entrata e in uscita, senza limiti di orario e senza la minaccia di una chiusura dell’unica strada a valle che va adeguata e mai recisa».

«Per turismo e per industria, entrambe comparti rappresentati da Confindustria – conclude la nota – si devono creare le condizioni per coesistere». —



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