Sicurezza
Scuole, il Comune ribadisce il suo impegno ad abbassare i costi
LAMPORECCHIO. Risale ai giorni scorsi la polemica sollevata da alcune mamme i cui figli frequentano la prima media a Lamporecchio. La richiesta delle mamme, a gran voce, è che i ragazzi continuino ad andare a scuola 6 giorni su 7, sabato compreso. Un no deciso alla “settimana breve” (con lezioni soltanto dal lunedì al venerdì), insomma.
Ma la dirigente scolastica dell’Istituto “Francesco Berni”, Rossella Quirini, aveva però rassicurato sulla validità del modello orario su 5 giorni. Specificando, inoltre, come aprire la scuola soltanto dal lunedì al venerdì (ma il nuovo modello orario sarebbe valido soltanto per gli iscritti a partire dal prossimo anno scolastico), consentirebbe una migliore organizzazione dell’orario scolastico e anche una razionalizzazione delle risorse da parte dell’amministrazione comunale.
Che adesso scrive una nota: «A partire da gennaio è iniziato il periodo utile per le famiglie per iscrivere i propri figli alle classi prime di ogni ordine e grado. È un passo molto importante nel percorso educativo e formativo dei bambini, il momento in cui i genitori devono ascoltare i bisogni dei propri figli, riconoscere le loro potenzialità e attitudini, trovare un ambiente sereno e accogliente e stimolare la loro curiosità».
«Tutto questo ovviamente – prosegue la nota – deve combaciare con la vita lavorativa e gli impegni logistici di tutta la famiglia, senza dimenticare le attività extra scolastiche come lo sport, la danza, la musica e tanto altro. I dubbi a questo punto sono leciti: tempo pieno o tempo normale? Sabato a casa o sabato a scuola? Mensa sì o mensa no? La scelta non è semplice».
«L’impegno in questi anni – conclude l’amministrazione – è stato quello di investire sui servizi scuolabus e mensa per renderli efficienti, migliorarli qualitativamente, abbassando, allo stesso tempo, la pressione dei costi a carico degli utenti. Anche per quest’anno cercheremo di supportare al meglio le famiglie in questo percorso, aprendoci al dialogo e al confronto sulle richieste che proverranno dalla scuola e continuando, se necessario, a investire sui servizi». —
M.T.
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