Sicurezza
La minoranza di Pieve fa saltare il consiglio
Pieve a Nievole. Tensione politica in paese dopo la mancanza del numero legale (la metà dei componenti senza considerare il sindaco) martedì sera alla prima convocazione del consiglio comunale. Una riunione che comunque si è svolta ieri sera in seconda convocazione (con il numero legale sceso a 1/3 dei consiglieri). Non erano tra i banchi del centro sociale di via Bonamici tre esponenti della maggioranza, il vicesindaco Parrillo e i consiglieri Maccioni e Mezzatesta. Così le minoranze (i quattro consiglieri di Movimento 5 Stelle e Forza Italia) hanno deciso di non entrare e di non far partire i lavori. «La disfatta politica è sul tavolo: il sindaco Gilda Diolaiuti è sotto scacco, ostaggio delle correnti che la sostenevano e di chissà chi, del suo partito che affonda e la trascina con sé. Le fazioni del Partito Democratico considerano evidentemente più importanti le loro diatribe che il corretto svolgimento della vita istituzionale», attaccano i 5 Stelle.
Accuse rispedite al mittente dal sindaco: «Siamo al ridicolo. Non c’è niente di politico alle spalle, non c’è niente di tutto quello che viene insinuato. Il vicesindaco è fuori per lavoro, i due consiglieri assenti hanno problemi di salute. Pensano di averci danneggiato, ma non è stato così».
Prosegue: «Tra l’altro all’ordine del giorno del c’erano interpellanze e mozioni presentate dal centrodestra, e noieravamo pronti a rispondere. Quindi ad essere danneggiati dalla mancanza del numero legale sono state le minoranze, non dovevamo certo discutere temi importanti come il bilancio comunale». –
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