Attenzione
Ancora studenti lasciati a terra: esposto in Procura
Il padre di due alunne del liceo “Lorenzini” esasperato per la mancanza di soluzioni al problema dei bus stracarichi
PESCIA. «Ora basta. Non mi resta altro da fare che un esposto alla Procura». Bruno Rossi vive a Monsummano ed è il padre di due ragazzine di 13 e 15 anni. Ha provato ad aspettare, sperando che qualcosa cambiasse. Ma, purtroppo, di fronte all’ennesimo caso di pullman troppo pieni sulla linea Montecatini – Pescia, ha deciso di rivolgersi alle autorità. . Era l’inizio di novembre dello scorso anno quando denunciò, attraverso le pagine del Tirreno, l’odissea che le sue due figlie, entrambe studentesse del Liceo scientifico “Carlo Lorenzini” di Pescia, erano costrette a sopportare ogni giorno. Spinte, gomitate e, spesso, il pullman così pieno di studenti da lasciare a terra le due ragazzine. «Mia figlia di 13 anni è stata spinta ed è caduta – aveva raccontato Rossi –. È una lotta, tutti i giorni. Una guerra per un posto in piedi sul bus. Così non è più possibile andare avanti».
Era stata quella caduta a mettere in moto la determinazione del genitore. Che, dopo svariate telefonate in Provincia, era riuscito a mettersi in contatto con un responsabile, chiedendo maggior tutela per le sue figlie e gli altri ragazzi.
«Voglio fare un appello – prosegue – a tutti i genitori di quegli studenti che, quasi ogni giorno, sono costretti ad andare a Pescia a prendere o accompagnare i propri figli. Perché i pullman sono troppo pieni e oltrepassano la fermata». E ieri mattina c’è stata la goccia che ha definitivamente fatto perdere la pazienza al genitore. «Ben due bus, sia quello delle 7,16 che delle 7,36 in partenza da Montecatini verso Pescia – spiega – erano già oltre la capienza consentita. E così le mie due figlie non hanno potuto prendere l’autobus e sono rimaste lì, alla fermata. Per fortuna alcuni genitori di altri ragazzi, accomunati dalla stessa sorte, le hanno accompagnate a scuola. Ma questa storia non può continuare così» . Da qui la decisione di rivolgersi alla Procura.
«Chiunque viva una situazione simile alla mia – conclude Rossi – mi dia una mano. Chiunque voglia supportarmi in questa battaglia, lo faccia. Sabato mattina farò l’esposto. E non voglio che la mia sia l’unica voce perché il disagio è comune a molti. Chi ha dei figli che studiano a Pescia, purtroppo, lo sa bene».
Bruno Rossi, prima di decidere di fare un esposto alla Procura, aveva anche contattato la Provincia di Pistoia, alla ricerca di qualche risposta. «Mi è stato detto da una responsabile – spiega l’uomo – che nel mese di dicembre dello scorso anno, almeno due volte alcuni dipendenti erano stati a Pescia per controllare l’uscita delle scuole. Ma che, in quelle due occasioni, non avevano rilevato grosse criticità, né alle 13 né alle 14».
«Voglio far presente alla Provincia – conclude Rossi – che l’intero anno scolastico non si basa soltanto su due giorni, bensì su diversi mesi. Qui in gioco c’è la sicurezza dei nostri figli. È importante che siano fatti più controlli. È il momento, questo, di trovare delle soluzioni. Sono stanco, infatti, di ascoltare le solite scuse mentre i nostri ragazzi rischiano di farsi male».–
Martina Trivigno
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