Attenzione
Abano è la regina delle presenze, Montecatini invece perde il 16 per cento
La nostra città penultima nella permanenza media ma è prima per stranieri e numero di strutture ricettive
MONTECATINI. Lo avevamo scritto nei giorni scorsi e ora, grazie a uno studio fatto dall’Apam assieme a Incipit Consulting, lo possiamo certificare: le Terme restano il grande malato del turismo montecatinese. Ma qualcosa – in attesa della svolta, che potrà arrivare solo con la privatizzazione e il completamento delle Leopoldine – si è già mosso e i segnali di una (seppur timida) ripresa ci sono tutti. Il modello da seguire? Abano (che ha puntato sugli italiani). . Partiamo dai numeri “base” per comprendere meglio il fenomeno: nel 2017 alle “nostre” Terme ci sono stati 97.414 ingressi, dei quali 79.854 per cura e 17.560 per visita. In termini percentuali la cura vale quindi circa l’82%, mentre la visita il 18, ma nel corso degli anni si è verificato un leggero slittamento in favore della seconda voce (che nel 2013 contava solo il 14,4%) a scapito della prima (che era l’85,6% nel 2013). Inoltre, laddove gli ingressi per cura sono andati costantemente a calare, almeno dal 2012 (passando dai 160mila ingressi agli attuali 97mila), chi è entrato al Tettuccio solo per una visita è rimasto costante negli anni, oscillando su cifre di poco sotto le 20mila unità.
Poco è cambiato invece nella stagionalità degli ingressi termali: il mese di gran lunga più “curista” resta per Montecatini settembre, che da solo rappresenta circa il 20% degli ingressi agli stabilimenti. Al secondo posto si piazza maggio con il 13%.
Molto interessante anche la seconda parte dello studio, che mette in relazione Montecatini con le altre “regine” del termalismo italiano: Abano, Chianciano e Salsomaggiore. Ponendo come dato base corrispondente a 100 le presenze turistiche ottenute nel 2007, si vede come, 10 anni dopo, solo Abano mostri il segno più (9,1%), mentre per le altre tre è una debacle: Chianciano e Salsomaggiore perdono circa il 40%, Montecatini limita i danni a un -16%.
La permanenza media più alta nel 2017, di 4 giorni, si registra ad Abano; Montecatini è in penultima posizione con 2,6 giorni, seguita da Chianciano (2,4). Il valore medio delle località termali nel complesso è di 3,3 giorni, di poco inferiore al dato medio nazionale (3,4). Montecatini ha però la percentuale di presenze straniere più elevata (70%) di tutte le altre mete termali (in media il 43%) e del valore medio nazionale (49%). Tra il 2007 e il 2017 il grado di internazionalità, già alto, è ulteriormente aumentato in città di 5 punti percentuali. Ben staccate ci sono Chianciano (39%), Abano (34%) e Salsomaggiore (28%).
E la nostra città vince anche per numero di strutture ricettive: 157 (con 12mila posti letto), seguita da Abano (67 alberghi, ma ben 11.211 posti letto), Chianciano (131 e 11.927) e Salsomaggiore (67 e 4.256). E quel numero “anomalo” di posti letto ad Abano è in parte spiegato dalla cifra di 23 quattro stelle e ben 6 cinque stelle (contro i 33 e i 3 di Montecatini, che stravince anche per numero di 3 stelle: 93). Infine, Montecatini è in prima posizione per ricettività alberghiera con 703 posti letto per kmq, seguita da Abano (532), Chianciano con 329 e Salsomaggiore con 56.
Montecatini si posiziona al primo posto per densità delle strutture alberghiere con 9,4 alberghi per kmq, seguito da Chianciano (3,6), Abano (3,2) e Salsomaggiore (0,9). Chianciano ha il valore più elevato di ricettività (169 posti letto per abitante), Montecatini è seconda con 58. —
David Meccoli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
