Gioco
Niente tassa di soggiorno per le Terme e il bando Leopoldine slitta a febbraio
Montecatini, l’assessore Rucco precisa: «Secondo la legge l’imposta non può essere destinata a finanziare una società per azioni»
Montecatini. Tante incertezze. Di evidenze ce n’è una sola: i proventi della tassa di soggiorno non possono essere destinati alle terme. «Secondo la legge, l’imposta sul turista non può finanziare una società per azioni (e la società Terme è una spa, ndr)», ha detto il vicesindaco Ennio Rucco. Fine dei giochi.. E i “giochi” sarebbero tanto per iniziare i restauri interni allo stabilimento principe del termalismo cittadino, il Tettuccio. Una questione che non trova sponda neppure nel Mibact (il Ministero), che fa attendere (e non si sa per quanto) l’annunciato contributo, che messe insieme le carte sarebbe quantificato in 200.000 euro.
La prima commissione partecipate del 2019 di nuovo ha solo il presidente, Eugenio Pancioli (Forza Italia). Nella saletta in municipio ci sono i rappresentanti delle categorie economiche, commercianti e albergatori. Il dibattito è lungo e serrato, ma porta in dote indicazioni ridotte. A cominciare dal nuovo bando per la concessione delle Leopoldine, che slitta ai primi di febbraio dopo le osservazioni degli imprenditori interessati (gruppo Quadro Curzio, Terme di Saturnia e Cubo srl di Pistoia) sulla durata del contratto, che dagli iniziali 19 anni (che coincidono con la scadenza della concessione mineraria) vorrebbero si allungasse a 30, così da ammortizzare gli investimenti milionari previsti per concludere il cantiere infinito della piscina.
«Stiamo lavorando, gli interessi in campo sono ancora forti, ma è certo che le criticità sollevate sul bando sono per noi incomprensibili». Sono le parole dell’Amministratore unico delle Terme, Alessandro Michelotti. Non è chiaro se la società sia intenzionata o meno ad accogliere le richieste, ma con il bilancio che un po’ respira ha forse margini di trattativa. Anche se il conto finanziario 2017 per ora non è ancora stato approvato.
Si muove qualcosa per esempio sul fronte Palazzina Regia, che per 3, 5 milioni è passata al Comune (grazie a un finanziamento del Cipe): entro maggio gli uffici della società Terme dovrebbero trasferirsi qualche centinaio di metri più avanti nella Palazzina Consulenti, sempre sul viale Verdi. A quel punto l’amministrazione potrà iniziare a pensare all’allestimento del Museo (e biblioteca) delle Terme, ma di progetti e date neanche a parlarne.
C’è poi il solito atto di accusa nei confronti della Regione, che al dire dei più (come lo stesso Pancioli e Luca Baroncini, lista Mi Piace, passato alla Lega) si è presa gratuitamente la maggioranza delle quote societarie (il 67%) e dunque il veto decisionale, nonostante abbia immesso nelle casse termali gli stessi soldi del Comune (14 milioni di euro). Firenze tutti in aumenti di capitale, Montecatini anche con l’acquisto di pineta e Palazzina Regia (per 7 milioni). «Non possiamo continuare a dire che non ci sono responsabili di questa situazione, io non mi fido più di loro ma neanche di voi», è la conclusione di Cristiano Berti (5 Stelle) rivolto all’adunanza dei consiglieri.
Diversi i siparietti accesi tra Pancioli e Rucco, il primo che ripercorre le nefaste vicende accadute (dalla sottoscrizione del mutuo con le banche nel 2008 per le Leopoldine), il secondo che rivendica la strategia intrapresa, quella di aver persuaso la Regione ad accantonare il bando di vendita delle sue quote e tentare la strada delle concessioni e gestioni private dei beni non strategici, tenendo in mano pubblica Tettuccio, Excelsior e Redi. Un confronto che non fa reggere le aspettative iniziali, espresse proprio dal presidente di commissione: «Le terme, come la sicurezza, non hanno colore politico. Sulle terme non si fa campagna elettorale».
Su un punto, però, c’è chi si dice d’accordo (Pancioli, Rucco, il sindaco Giuseppe Bellandi): ovvero la questione di concentrare la cura idropinica al Tettuccio, e aprire lo stabilimento tutto l’anno. Una proposta lanciata due giorni fa sul Tirreno dall’Au termale Michelotti. E in qualche modo anticipata, lunedì, sempre sul Tirreno, dal commerciante ed ex assessore Andrea Bonvicini (presente come osservatore alla riunione). Qualcuno alzerà il bicchiere (pieno dell’acqua curativa di Montecatini), ma non è ancora tempo per i brindisi. –
Luca Signorini
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