La protesta
Panapesca rassicura dopo la vendita: niente licenziamenti o tagli produttivi
L’ad Papini: con l’ingresso di Xenon possibili potenziamenti. La Filcams Cgil: fiduciosi sull’evolversi della situazione
MONTECATINI. Nessun ridimensionamento né tantomeno tagli ai dipendenti, si va avanti, anzi, verso una riaffermazione del marchio Panapesca con un piano di sviluppo che sarà svelato a breve. Essere passati dalla gestione “familiare” a una più apparentemente “fredda” proprietà di un fondo d’investimento (nello specifico Xenon Private Equity) sembra aver convinto sia i lavoratori – e le rappresentanze sindacali – sia il management dell’azienda, con un nuovo cda formato da personale interno (ovvero già impiegato in società). A capo di tutto arriva invece, con la qualifica di presidente, un manager esterno e indicato dallo stesso fondo proprietario, Vittorio De Micco.
Con l’anno nuovo, nella storica azienda di Traversagna è calato il sipario sull’era Panati, la famiglia valdinievolina che aveva fondato la società nel 1972. Il 100% della holding operativa di Panapesca, uno dei più importanti distributori di pesce fresco e surgelato in Italia, con una catena di oltre 30 punti vendita a marchio Crios e un fatturato di circa 300 milioni di euro, è passato di mano, portandosi dietro le società collegate Thai Spring Fish, Prodimar, Mega Surgelati, nonché una partecipazione di minoranza in Tirrenica.
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Il finanziamento dell’operazione, per la quale non sono ancora stati comunicati i dettagli (alcuni siti ipotizzano una valutazione attorno ai 90 milioni di euro, debiti compresi), è stato curato da un pool di banche guidate da Banca Imi e composto da Banco Bpm, Banca Ifis e Mediocredito Italiano.
Il nuovo presidente di Panapesca, Vittorio De Micco (42 anni), è entrato nel team Xenon nel 2012 e si occupa di analisi degli investimenti e di gestione delle partecipate. Si è laureato all’Università di Napoli (2001) in ingegneria chimica, ottenendo poi una specializzazione alla Durham University. Ha iniziato la carriera alla P&G, poi è passato in Erg per occuparsi di corporate development e successivamente in Prysmian, dove ha seguito diverse acquisizioni estere.
Due, invece, gli amministratori delegati, entrambi già da tempo presenti in azienda: Luca Papini (da 14 anni responsabile amministrativo) e Fabrizio Paesini (da 3 anni responsabile commerciale).
«Con l’ingresso di Xenon – dice Papini – non cambia niente né a livello manageriale né per i lavoratori. La nuova società è completamente operativa e l’aspettativa è che la struttura sia anzi potenziata».
“Aspettativa” che sembra essere stata ben recepita anche dai sindacati, inizialmente preoccupati dopo la difficile esperienza del 2013-14, quando l’azienda dovette inviare una quarantina di lettere di licenziamento ai dipendenti (solo in parte riassorbiti da una cooperativa esterna che ha continuato a collaborare con Panapesca). «Eravamo al corrente delle trattative – dice Luisella Brotini, Filcams Cgil – anche se abbiamo saputo solo negli ultimi tempi che l’intenzione era vendere tutto il pacchetto azionario. E proprio questa procedura (che evita pericolosi smembramenti) rappresenta per noi un buon punto di partenza: saputo dell’accordo tra le parti abbiamo contattato la responsabile del personale, che ha garantito sui piani di sviluppo societari e sulla continuità dell’attività. Ma già Vito Panati, poco prima di Natale, aveva convocato e rassicurato i dipendenti. A oggi, in definitiva, siamo fiduciosi sull’evolversi della situazione».
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