Gioco
Truck chiuso dai vigili «Ci hanno costretti a sospendere l’attività»
Sui social la protesta degli ambulanti. Il comandante Gatto spiega: regolamento violato. L’assessore: niente verbale
MONTECATINI. È stata una notte di controlli agli esercizi pubblici, quella tra venerdì e ieri, da parte di carabinieri e Polizia municipale.
Diverse le violazioni accertate ma una su tutte fa discutere: la sospensione dell’attività per il “Patatruck”, il furgone simbolo di una cucina itinerante che, da circa una ventina di giorni, aveva “messo le tende” sul viale Foscolo, nella zona cosiddetta “del Campigli”.
C’è rabbia nelle parole di Matteo Ercolini, proprietario del truck. “È con un copioso intervento di forze pubbliche – ha scritto in un post poi pubblicato sul gruppo Facebook “Terme cittadini di buon senso” – che ci hanno costretto a chiudere. Abbiamo aperto qua circa venti giorni fa, volendo dare un servizio ai cittadini, volendo creare un punto di aggregazione sano dove mangiare qualcosa e fare due parole”.
“Il Comune – prosegue –c i è venuto a dire che qui non possiamo stare perché non è previsto il nostro tipo di lavoro sul suolo comunale di Montecatini”.
Secondo quanto spiegato dal comandante della Municipale (che ha compiuto l’operazione), Domenico Gatto, il furgone dell’ambulante sostava in un’area privata ma ad uso pubblico. «Il regolamento comunale, agli ambulanti, non lo consente», spiega Gatto.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessora Helga Bracali. “La Polizia municipale – scrive – stava facendo attività di controllo, anche grazie ai nuovi agenti in servizio, ed è per questo che erano presenti due auto che poi avrebbero raggiunto altre forze dell’ordine per ulteriori controlli. Dispiace veramente bloccare due ragazzi che stanno lavorando, ma al tempo stesso la Municipale ha l’obbligo di far rispettare le regole”.
“So per certo – conclude Bracali – che l’attività è stata sospesa ma non sono stati fatti verbali. Ritengo quindi che la posizione non sia così irrimediabile e sono certa, anche a nome di tutta la giunta, che potremmo trovare una soluzione che possa consentire a queste persone di lavorare nella legalità”. Intanto, però, la questione continua a far discutere un’intera città. —
Martina Trivigno
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