Il Tirreno

Montecatini

Il naufragio del bando Leopoldine ci spinge verso una rinnovata unità

Andrea Bonvicini

L’imprenditore Andrea Bonvicini lancia un appello alle categorie  della città per studiare insieme un progetto di rilancio delle Terme 

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L’INTERVENTO

Cari colleghi imprenditori, da tempo la città sta attraversando un momento di crisi che i più pessimisti ritengono irreversibile. I fatti di questi giorni certificano che il bando per le Leopoldine, che i nostri governanti avevano confezionato sotto fantasmagorici auspici, si è rivelato deserto e quindi sancisce ancora una volta il fallimento del rilancio.

Alcuni addetti ai lavori partecipanti al bando lo hanno definito insostenibile. Ma insostenibile è la situazione cittadina che non può sopportare altri mesi o anni di attesa per la ristrutturazione di un solo stabilimento. Ma dove è un progetto del sistema termale?

I problemi principali che affliggono i due soci Comune e Regione sono rappresentati dalla incapacità e volontà di concepire un piano organico di rilancio e reperire le risorse. Le cronache sostengono che la metropolitana fiorentina sia costata 38 milioni di euro al km per un totale di oltre 250 milioni. Ma soldi per rilanciare Montecatini non possono esserci. Abbiamo sperato che l’amministrazione locale, il sindaco Bellandi, l’assessore Rucco, potessero incidere almeno ora, a fine mandato, nella questione Terme, invece la città è stata presa in giro.

Gli imprenditori non possono permettersi il lusso di restare in silenzio aspettando la soluzione di un problema che da 10 anni tarda ad arrivare. Anzi, voglio dire da 20 anni, quando l’amministrazione Severi (di cui ho fatto parte) insieme alla Regione presentò un piano fantastico, organico e generale del rilancio di tutti gli stabilimenti (firmato Fuksas). Gran bel progetto e di livello internazionale che con un adeguato sostegno sarebbe stato lungimirante. Tutti lo hanno attaccato ritenendolofollia pura. Ora invece di cosa parliamo? Il nulla è davanti a noi.

Allora la città rappresentata dalle proprie categorie economiche deve concentrare i propri sforzi prima nella ricerca di una ritrovata unione, poi nel sopperire alle mancanze delle amministrazioni comunali e regionali, che comunque devono ascoltare e accettare i consigli degli imprenditori. Abbiamo pensato che investire la tassa di soggiorno nel rilancio termale fosse un’ottima idea, ma come sempre hanno vinto i principi: la sinistra non può accettare idee di destra.

Le Terme sono il nostro patrimonio e non esistono divisioni politiche, noi dovremmo fare fronte comune. Lo stabilimento Leopoldine rappresenta un ramo di azienda, che per la sua ultimazione richiede almeno tre anni. Non vedo il progetto d’insieme e interventi qualificanti per il resto del comparto termale. Il rischio è quello di trovarsi con una cattedrale nel deserto. Faccio un forte appello apolitico affinché tutte le menti cittadine, gli investitori e l’amministrazione comunale possano (insieme alle categorie economiche), individuare idee valide e prontamente realizzabili, per riprendersi il possesso del compendio termale e procedere in modo unitario al rilancio della città. Ma il sindaco deve fare da collante altrimenti avrà perso anche questa sfida! —

Andrea Bonvicini

(imprenditore

ed ex assessore)



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