La protesta
Segregato e picchiato per 80 euro di debito In tre sotto processo
MONTECATINI. Si erano arrampicati fino al balcone e, dopo aver sfondato la portafinestra, avevano fatto irruzione nell’appartamento. Inutilmente il giovane si era barricato in camera da letto: con due dischi da bilanciere trovati in salotto, i due aggressori avevano distrutto anche quella porta e, una volta dentro, si erano accaniti su di lui con pugni e calci. Pretendendo gli 80 euro dovuti per la cocaina acquistata poco prima. Un debito che nell’arco di poche decine di minuti si era tra l’altro ingigantito, fino a quasi 700 euro, per via dei danni ai telefoni cellulari che i due sostenevano di aver patito nel fare irruzione. In casa, niente soldi però. E quindi, ancora botte. Alla fine il giovane marocchino – 29 anni – era stato rinchiuso nel suo stesso appartamento, svenuto sul letto. E lì malmenato nuovamente dai suoi aguzzini il giorno dopo. Fino a quando non era riuscito a scappare sul terrazzo e a chiedere aiuto.
Erano all’incirca le 18 del 26 marzo scorso in via Cairoli, a Montecatini. Ieri mattina, il giovane ha ripercorso quelle terribili ore davanti ai giudici del tribunale di Pistoia. Sul banco degli imputati – accusati di estorsione, rapina, sequestro di persona e lesioni – i due aggressori iniziali e un terzo complice che si era unito a loro il giorno successivo: Abdelrazak Dahko, 22 anni, marocchino senza fissa dimora; Ahmed Dridi, tunisino di 33 anni, residente a Pistoia; e, il terzo, Haytam Barmaki, marocchino di 21 anni, anche lui senza fissa dimora. Tutti e tre ancora in carcere, dopo che furono arrestati dai carabinieri.
Ieri la vittima è stata chiamata sul banco dei testimoni a raccontare ciò che era accaduto lo scorso marzo nella sua abitazione. Dopo aver comprato da Dahko 80 euro di cocaina, dicendogli che lo avrebbe pagato il giorno dopo. Con lo spacciatore che poi, assieme al Dridi, si era arrampicato fino al terrazzo e aveva fatto irruzione perché quei soldi li voleva subito. Tenendolo segregato fino al giorno dopo, quando nell’appartamento era arrivato anche il Barmaki. Poi la fuga sul terrazzo, le grida di aiuto nonostante le botte e l’arrivo dei carabinieri. —
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