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Alunni del Martini “in fuga” Le aziende pronte al dialogo

David Meccoli
Alunni del Martini “in fuga” Le aziende pronte al dialogo

Gli albergatori intervengono sui tanti studenti che emigrano dalla Valdinievole «Serve un coordinamento più puntuale con la scuola per noi e per i ragazzi»

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Montecatini. «La qualità noi la cerchiamo, eccome, casomai talvolta è difficile trovarla: servirebbe allora un coordinamento più puntuale tra scuola e aziende e siamo pronti fin da subito a discuterne e ad avviare un percorso nell’interesse dei ragazzi e di tutta la città». Così le associazioni di categoria commentano quanto rivelato ieri dal Tirreno che ha segnalato la “fuga” dalla Valdinievole degli alunni dell’Istituto alberghiero Martini. Un’emigrazione dovuta all’assenza nel territorio (compreso il Pistoiese) di opportunità adeguate, sia da un punto di vista professionale, sia economico per ragazzi formati e apprezzati a livello internazionale. Una perdita di appeal che fa il palio, ad esempio nella ristorazione, con la “bocciatura”, o quasi, data a dalla Guida Michelin che, nell’edizione 2019, segnala solo 8 locali a Pistoia e provincia contro i 13 inseriti lo scorso anno.

«Non ci riconosciamo assolutamente in questa situazione – dice Dante Simoncini, presidente dell’Apam – e spesso sono proprio gli albergatori o i ristoratori a non trovare gli studenti, che se ne vanno altrove subito dopo il diploma. Personalmente sono anni che cerco un secondo chef di cucina e non ho alcun stagista mandato dalla scuola. E poi stanno aprendo tanti ristoranti: la realtà secondo la mia esperienza è diversa».

D’accordo anche Fabio Cenni, presidente di Assohotel, che sottolinea però un altro aspetto: «Il numero dei diplomati all’alberghiero è cresciuto molto nel corso degli anni, mentre quello degli alberghi presenti in città è rimasto uguale e di ristoranti, anzi, ne stanno aprendo diversi ultimamente. E di qualità: non è vero che a Montecatini se ne trovano di meno».

«Casomai – aggiunge – siamo noi imprenditori che, talvolta (ed è un fattore esistente per esempio anche sulla costa romagnola), abbiamo difficoltà a trovare personale qualificato, anche se l’istituto Martini resta per noi un’eccellenza nel settore e le aziende continueranno a confrontarsi con la scuola».

Un confronto che dovrebbe però seguire un percorso maggiormente delineato e condiviso. Questa l’idea di Simoncini: «Quando escono dalla scuola, i ragazzi sono già in grado di reggere una cucina? Domanda e offerta hanno difficoltà a incontrarsi? Bene, cerchiamo insieme di risolvere il problema senza fare inutili polemiche. Deve essere attivato un percorso di collaborazione tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro: per i ragazzi è fondamentale trovare un’occupazione e per noi è importante avere bravi collaboratori che sappiano ben cucinare. Incontriamoci, apriamo un dibattito, mettiamoci a sedere allo stesso tavolo e discutiamo su come organizzare al meglio la strada che dalla scuola arrivi fino a un posto di responsabilità nel mondo del lavoro. E questo nell’interesse di tutti: di un giovane che cerca un’occupazione e dell’imprenditoria cittadina. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e ne parleremo anche con l’istituto Martini». –

David Meccoli

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