Toscana
Truffa un panettiere e un barista con la scusa di una raccolta fondi
Monsummano. Qualcuno ci è cascato, altri no. Ma tutti, prima o dopo, si sono accorti quello che stava succedendo oppure che avevano subito soltanto pochi minuti prima: nient’altro che una truffa.
Mattinata di agitazione quella di ieri per i commercianti di Monsummano. Un uomo, italiano e di mezza età, si è presentato al bancone di diversi negozianti cittadini come dirigente, o comunque rappresentante, della società di calcio giovanile Via Nova, che ha sede non lontano nel comune di Pieve a Nievole. Nascondendosi dietro un fantomatico ordine di cibarie per un fittizio torneo che si sarebbe svolto nelle prossime settimane all’impianto della Palagina, avrebbe avanzato insistenti richieste di sponsorizzazione per mandare avanti la dispendiosa attività del sodalizio calcistico.Per nulla trascendentali le cifre in denaro volute dall’uomo: poche decine di euro, una cinquantina, massimo un centinaio. Per questo qualche esercente alla fine si è fatto persuaso e ha concesso l’emolumento: il gioco del calcio non si nega ad alcun bambino.
Colpiti in questo modo un alimentari e panetteria in via Cavour e un paio di bar e pizzerie nella centralissima piazza Giusti. Il tentativo di quello che è poi risultato un truffatore in qualche caso è andato a vuoto e in qualche altro è riuscito. Ma più o meno tutti, viste le modalità e le movenze del signore, si sono insospettiti una volta che questi aveva lasciato il negozio.
È così partita una prima telefonata verso la società Giovani Via Nova, per avere conferma sulla validità della contrattazione. Dall’altro capo del filo hanno escluso che uno dei loro abbia ricevuto mandato per cercare sostegno in soldi e contribuire alle sorti (e al bilancio) dell’associazione sportiva. Ecco allora che i dubbi dei commercianti sono diventati certezze, e pure rabbia. Raggirati in questo modo.
Il disappunto è stato tale che è seguita subito una seconda telefonata: questa volta verso il centralino della locale stazione dei carabinieri. Perché colpiti nell’orgoglio questi commercianti presenteranno formale denuncia per ciò che gli è capitato.
Non dovrebbe essere difficilissimo rintracciare l’italiano truffatore: ha agito in pieno giorno e non in periferia, si è intrattenuto nelle attività per diversi minuti, non ha fatto nulla per celare in qualche modo il suo aspetto.
Meglio che non si faccia rivedere in giro. –
L. S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google