Toscana
L’opposizione in procura per gli atti “scomparsi” della convenzione Pe.Par
PESCIA. Fare luce sulla vicenda dei documenti scomparsi. Gli atti, cioè, relativi al progetto di finanza sui parcheggi ospedalieri, gestiti da Pe.Par. Con questo preciso intento i consiglieri di...
PESCIA. Fare luce sulla vicenda dei documenti scomparsi. Gli atti, cioè, relativi al progetto di finanza sui parcheggi ospedalieri, gestiti da Pe.Par. Con questo preciso intento i consiglieri di opposizione, lunedì, hanno presentato un esposto in Procura.
«In Comune non si trova più, dal 2009 ad oggi, tutta una serie di atti, non ci sono più». A dirlo, senza troppi giri di parole, è stato proprio il sindaco Oreste Giurlani, nell’ultima seduta del consiglio comunale, quella del 10 novembre. Lo ha fatto nell’ambito della replica alla consigliera Elisa Romoli che aveva presentato un’interrogazione dal titolo “Pe.Par” nella quale, tra le altre cose, si chiedevano lumi circa la decisione dell’amministrazione di individuare un professionista al fine di valutare gli inadempimenti del gestore e sulla base di questo sciogliere, anche giudizialmente, la convenzione senza aggravio di spesa sulle casse comunali.
L’idea è quella, ha ribadito Giurlani. Ma per sciogliere il project occorrerebbe rivedere tutti i passaggi, compresi quelli in consiglio, operazione “bloccata” dalla inspiegabile sparizione di tali atti.
«Ci sono riferimenti a decisioni di giunta che non si trovano – ha affermato il primo cittadino – e quindi i dirigenti ora mi hanno risposto, rifacendo l’elenco della roba che c’è e della roba che non c’è e quindi è gravissimo se verrà fuori che manca della roba, perché quando la roba è messa agli atti... o che sia in una stanza o in un’altra, però la roba ci deve essere e quindi ecco perché finché non si conclude questo percorso... ho dato mandato al responsabile, con l’aiuto del legale, di ricostruire il quadro, quindi io non faccio nessun processo alle intenzioni».
Proprio questa affermazione, secondo i firmatari dell’esposto «getta una serie di ombre su una corretta gestione della cosa pubblica all’interno del palazzo comunale e merita un’indagine al fine di verificare l’accaduto e se ciò presenti profili di rilevanza penale». –
M. S.
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