Il Tirreno

Montecatini

il futuro della città 

Imprenditori doc e alta finanza, chi c’è dietro al gruppo Qc Terme

David Meccoli
l cantiere abbandonato delle Leopoldine
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l cantiere abbandonato delle Leopoldine

Quadrio Curzio ha presentato interesse per le Leopoldine e gestisce già centri termali italiani, da Bormio a Roma

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MONTECATINI. Tanta voglia di terme tra i poteri forti dell’economia nazionale. E a beneficiarne potrebbe essere anche la società di viale Verdi, grazie all’intermediazione (molto interessata) di un ex-ambasciatore negli Stati Uniti. Non è fanta-finanza, ma un disegno che si sta delineando e che vede protagonista un gruppo di imprenditori (da Benetton a De Agostini, tanto per fare due nomi) che ha già messo sul tavolo un investimento da 54 milioni di euro, destinato a finanziare la catena dei centri benessere targata Quadrio Curzio, ovvero uno dei tre gruppi che si sono fatti avanti per rilevare la gestione delle “nostre” Leopoldine (forte di un giro d’affari che in due anni è passato da 35 a 61 milioni). L’economia italiana riscopre quindi le “vecchie” terme, declinate e aggiornate al wellness.. Forse gli imprenditori non si saranno ritrovati in sauna o in un idromassaggio per fare accordi, ma sicuramente hanno fiutato l’affare. E dato che i centri benessere di lusso creati dal gruppo Qc Terme presentano bilanci a segno più e che i programmi futuri di sviluppo (da New York a Montecatini) appaiono più che sostenibili, ecco che i ricconi di tutta Italia sono scesi in campo (anzi, in piscina) unendo i propri patrimoni.

A fare da elemento di raccordo è stato l’ex-ambasciatore Usa in Italia Ronald Spogli con il suo fondo d’investimento White Bridge. Alla chiamata hanno così risposto in tanti: Mutti (re dei pomodori in scatola), Lunelli (alias spumanti Ferrari), De Agostini (con il presidente del cda Marco Drago), Seat. E poi il petroliere Giorgio Carriero e Amedeo Clavarino, che in portafogli ha tra gli altri, il Maloja Palace di Sankt Moritz. Questi, assieme all’immancabile lista di fondi made in Italy o di stanza in Lussemburgo e in Svizzera, hanno (non a caso) chiamato una nuova società “Giuturna Investments” (dal nome dell’arcaica ninfa delle fonti) e a fine 2017 si sono comprati il 47 per cento della Qc Terme, per un valore di 54 milioni.

Ai vertici della società, come riportato da “Repubblica” in un articolo di qualche tempo fa, gli imprenditori hanno messo, tra gli altri, anche uno di “loro”, Matteo Benetton, il figlio primogenito di Luciano (e nel cda figura anche l’ambasciatore Spogli). Giuturna ha acquistato parte delle quote della società Map, attraverso un aumento di capitale. Ed è appunto la Map a finanziare la Quadratec, azienda della galassia Quadrio Curzio, che ha presentato un interesse per le Leopoldine (le altre due società in “gara” sono le Terme di Saturnia e la Cubo srl di Pistoia, proprietaria del centro benessere, spa, piscina e palestra H2 sport, ex Hydron, di Pontelungo). Soldi dal mondo dell’imprenditoria doc italiana e dalla finanza internazionale, quindi, ma gestione del business saldamente nelle mani di Quadrio Curzio, forte della sua esperienza nei centri termali aperti un po’ in tutta Italia (da Bormio a Milano, da Roma a Torino), ma anche nel resto del mondo (i prossimi obiettivi parlano di Chamonix e Manhattan).

Dopo la proroga di un mese del bando di gara per lo stabilimento Leopoldine (la gestione del quale richiede un canone annuo di 1,2 milioni di euro più Iva, con facoltà di ottenere la parziale compensazione dell’affitto fino a scomputo totale del costo dei lavori di ristrutturazione del complesso), gli aspiranti investitori hanno tempo per farsi avanti con un progetto di rilancio fino al 7 dicembre. Poi le buste con le offerte saranno aperte il 12: ma intanto per Montecatini si sono riaccesi l’entusiasmo e la speranza. –

David Meccoli

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