Sicurezza
Tentò di uccidere la compagna con la benzina: 7 anni e 4 mesi
Condannato anche in appello con una lieve riduzione di pena ma potrà lasciare il carcere per gli arresti domiciliari in una comunità in Calabria
MONTECATINI. Anche se condannato, ha potuto lasciare il carcere, dove era rinchiuso dal primo giugno 2017 per aver aggredito a colpi di chiave inglese e aver tentato di dar loro fuoco con la benzina – il 25 maggio precedente, a Montecatini – la propria convivente e l’amica accorsa per difenderla. La Corte d’appello di Firenze, dopo avergli inflitto una pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione per tentato omicidio, ha infatti accolto l’istanza di mitigazione della misura cautelare avanzata dal 46enne operaio montecatinese (di cui non pubblichiamo le generalità per non rendere identificabili le vittime e il figlioletto della coppia). L’uomo, potrà attendere l’ultimo grado di giudizio agli arresti domiciliari, in una comunità dell’Aspromonte, in Calabria.
Imputato anche di maltrattamenti in famiglia, l’operaio era stato condannato in primo grado a 8 anni e 4 mesi, dal gup del tribunale di Pistoia, con il rito abbreviato. Una pena ridotta ieri mattina dai giudici dai giudici fiorentini: le motivazioni arriveranno fra sessanta giorni.
L’episodio del 25 maggio 2017 era stato soltanto il culmine di un crescendo di violenze, di anni di maltrattamenti che la vittima non aveva mai avuto la forza di denunciare. Un’aggressione (fallita per l’intervento di una passante) che poteva costare la vita a lei e a chi le era accanto e che, per questo, le aveva infuso il coraggio di raccontare finalmente ai carabinieri ciò che aveva dovuto subire da parte del compagno: botte e offese su cui aveva sempre taciuto (così come non si era mai fatta curare all’ospedale) solo per il bene del figlio.
Quel giorno la vittima, accompagnata dall’amica che da qualche giorno la ospitava a casa sua, dopo l’ennesimo episodio di violenza, era andata come sempre a riprendere il bambino a scuola. Ed era stato lì, in strada, che l’ex aveva aggredito lei e l’amica, prima a colpi di chiave inglese sulla testa e poi gettando loro addosso della benzina: un passante lo aveva costretto alla fuga prima che potesse mettere mano all’accendino.
Il giudice di primo grado aveva stabilito un risarcimento danni di 30.000 euro per la donna (rappresentata dall’avvocato Francesca Barontini) e di 10.000 per l’amica: decisione confermata ieri in appello. —
M.D.
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