Il Tirreno

Montecatini

ore di apprensione 

Neonata rapita dalla madre dal reparto dell’ospedale

Massimo Donati
Neonata rapita dalla madre dal reparto dell’ospedale

La piccola era stata ricoverata al Meyer con una frattura sospetta al femore e per questo tolta ai genitori e affidata dal giudice minorile ai servizi sociali

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MONTECATINI. Dal 13 ottobre scorso si trovava ricoverata all’ospedale pediatrico di Firenze. Per una frattura al femore sinistro assai sospetta. A tal punto che, con un provvedimento d’urgenza, il tribunale dei minori, l’aveva affidata ai servizi sociali, consentendo ai genitori il solo diritto di visita. Ma adesso per la sorte della piccola – di due mesi appena – sono ore di apprensione: nella nottata di mercoledì 21 novembre, infatti, la neonata è stata portata via dal reparto, dalla madre. Praticamente, rapita.

Immediato l’allarme al 113 da parte del personale sanitario del Meyer. E le ricerche sono scattate non solo a Firenze, ma anche nella nostra provincia, soprattutto a Montecatini, dove la donna – trentenne romena – risiede, assieme al marito. I poliziotti del commissariato hanno ripetutamente controllato l’abitazione della coppia, senza esito. Tutti spariti: padre madre e anche l’altra loro figlia di un anno e mezzo.

Nel frattempo i colleghi fiorentini hanno esaminato le immagini registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza dell’ospedale pediatrico, per scoprire su quale mezzo – e con chi – la giovane mamma si è allontanata. La donna è adesso accusata di sottrazione di minore.

La vicenda ha inizio il 13 ottobre scorso, quando la piccola arriva all’ospedale di Pistoia con un femore fratturato. Il giorno stesso viene trasferita all’ospedale Meyer di Firenze. Dove le dichiarazioni della madre su come la piccola si sia fratturata la gamba non convincono i medici: la donna racconta di un massaggio praticato con troppa irruenza nel tentativo di calmare la figlia che stava piangendo. Ad insospettire il personale sanitario, anche alcuni comportamenti tenuti dalla donna durante il ricovero: dal ciuccio fissato con dei cerotti alla bocca della neonata, agli scatti di rabbia in occasione dei pianti della piccola.

Fatto sta che scatta la segnalazione da parte del Servizio tutela dei bambini all’autorità giudiziaria, che avvia un’inchiesta. Contattando anche i servizi sociali dell’area Valdinievole, che riferiscono di una situazione familiare di forte disagio, anche economico, con un padre spesso assente per lavoro e una madre che mostra sintomi di un grave affaticamento.

Si arriva al 31 ottobre, quando il tribunale emette un provvedimento d’urgenza di limitazione della potestà genitoriale nei confronti della coppia, con il divieto di portare via la piccola dall’ospedale e la concessione di un accesso illimitato al reparto, soprattutto per consentire alla mamma di allattarla e accudirla. Stabilendo inoltre che, una volta dimessa, la bambina fosse affidata – così come la sorellina – ai servizi sociali, e accolta in una casa famiglia, naturalmente assieme alla madre. Il tutto accompagnato da un percorso di sostegno finalizzato ad aiutare la famiglia a tornare verso la normalità.

Nella nottata fra mercoledì e ieri, il rapimento: la mamma teneva in collo la figlioletta per allattarla e, qualche minuto dopo, al ritorno degli infermieri, la stanza era vuota. —

Massimo Donati
 

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