Gioco
In quattro rifornivano droga in tutta la Valdinievole Est
Ai domiciliari tre italiani e un albanese residenti a Monsummano, Larciano e Lamporecchio. Documentata dai carabinieri la cessione di 500 dosi di coca
MONSUMMANO. A volte capitava che uno dei pusher fosse sprovvisto di droga e allora ci pensava uno degli altri tre complici a “rifornire” il cliente di turno con dosi di cocaina e pure hashish (anche se in minor quantità). Un lavoro di squadra semplice (ma non per questo meno efficace) per fa sì che la Valdinievole Est non rimanesse mai a corto di dosi da cedere. Ma a porre fine alla rete di affari di quattro spacciatori ci hanno pensato i militari della Compagnia di Montecatini, guidati dal capitano Alessandro Sorgente, che, ieri mattina, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari agli arresti domiciliari emessa dal Gip di Pistoia, Luca Gaspari.
A finire ai domiciliari sono stati Rosario Bozzanga, 31 anni, di Larciano (già in stato di detenzione domiciliare per altri reati); Taulant Hana, 29enne operaio metalmeccanico di origini albanesi residente a Larciano; Daniele Puccetti, 36enne di Capannori senza fissa dimora e, infine, Alessandro Pagliaro, 49enne di Lamporecchio ma titolare, fino a poco meno di un anno fa, di un bar a Monsummano (all’interno del quale, tra l’altro, a volte avveniva proprio lo spaccio di stupefacenti).
Tutto è iniziato nell’estate dello scorso anno con diversi sequestri ad alcuni clienti sia a Larciano che a Monsummano. E, a quel punto, il Norm di Montecatini, con a capo il tenente Giuseppe Vignola, ha avviato l’indagine, denominata “Bamba 2017” (che si è conclusa nel marzo di quest’anno) e coordinata dal sostituto procuratore Claudio Curreli. Un’attività, quella portata avanti dai militari dell’Arma di Montecatini, che ha documentato la cessione di ben 500 dosi di cocaina e, in piccola parte, anche di hashish, sul territorio di tre comuni: Lamporecchio, Larciano e Monsummano (dove gli spacciatori vivono).
«Le indagini – ha spiegato il capitano Sorgente durante la conferenza stampa in cui è stata presentata l’operazione “Bamba 2017” – sono state condotte con pedinamenti e osservazioni notturne, anche grazie all’ausilio di attività tecniche. In questo modo è stato possibile monitorare gli spostamenti dei quattro spacciatori, ricostruendo le dinamiche della vendita di hashish e cocaina, ma soprattutto circoscrivendo e accertando i gravi indizi di colpevolezza a loro carico». Secondo quanto spiegato dal comandante della Compagnia, la vendita della droga avveniva in maniera semplice e diretta, senza neppure dare troppo nell’occhio: l’acquirente chiamava il pusher e fissavano il luogo e l’ora in cui ci sarebbe stata la cessione. E se lo spacciatore, in quel momento, non aveva a disposizione le dosi di cocaina, “si appoggiava” a uno dei suoi tre complici che forniva quanto richiesto.
Una fitta rete di rapporti con i clienti (di ogni età e status sociale) e una stretta collaborazione tra i quattro spacciatori ha permesso loro di rifornire, senza sosta, la Valdinievole Est. Ieri mattina, però, l’epilogo: i militari della compagnia di Montecatini, coadiuvati dall’unità antidroga del Nucleo cinofili dei carabinieri di Firenze, hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare, oltre a sei perquisizioni domiciliari nel corso delle quali sono state trovate anche una decina di dosi di cocaina e il materiale usato, di solito, per la pesatura e il confezionamento delle dosi. I quattro, ora, sono agli arresti domiciliari per il reato continuato e in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. –
Martina Trivigno
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