Italia
Giurlani: «No all’inceneritore per i rifiuti delle cartiere»
Il primo cittadino interviene sull’ipotesi di un impianto di termovalorizzazione «Va contro le nostre convinzioni in tema ambientale e di salute pubblica»
«Un inceneritore per le cartiere a Pescia? No grazie!» Dopo la notizia secondo cui il presidente della Regione, Enrico Rossi avrebbe dato il via libera a un progetto che prevede l’installazione di un termovalorizzatore destinato a smaltire gli scarti delle numerose cartiere che si trovano tra Pescia, Villa Basilica e Capannori, il primo cittadino Oreste Giurlani ha scritto immediatamente al governatore per esprimere l’assoluta contrarietà dell’Amministrazione di fronte a tale ipotesi.
«Siamo contrari all’ipotesi di un termovalorizzatore per i rifiuti delle cartiere – ha sottolineato Giurlani – per l’impatto che un’opera del genere avrebbe sul nostro territorio». Con questa presa di posizione, il sindaco di Pescia si unisce al coro dei dissidenti già rappresentato dai sindaci della Piana Lucchese: Luca Menesini, sindaco di Capannori, Sara D’Ambrosio, sindaco di Altopascio e Leonardo Fornaciari, primo cittadino di Porcari.
«Mi auguro che si tratti di un’ipotesi per il momento solamente giornalistica, ma è necessario che tutti sappiano che Pescia si opporrà in tutti i modi a questa eventualità – ha evidenziato Giurlani –. I 300 tir quotidiani a Collodi e il depuratore di Veneri testimoniano che abbiamo già dato di nostro su questo argomento e non tollereremo altre imposizioni. Mi auguro che quanto prima ci siano passaggi ufficiali e incontri istituzionali per dare le opportune spiegazioni».
Oltre che a Rossi, Giurlani ha scritto anche ai sindaci di Capannori, Altopascio, Montecarlo e Villa Basilica. «Non avendo mai ricevuto alcuna informazione né consultazione, non posso che confermare la contrarietà assoluta del Comune di Pescia a questa ipotesi progettuale, non in linea con le nostre convinzioni in tema ambientale e di salute pubblica e in evidente contrasto con le iniziative turistiche in essere e in potenza – si legge sulla comunicazione –. Pescia, su questo tema, sta già pagando un prezzo altissimo in termini di compromissione del suo ecosistema. Si pensi ai 300 mezzi pesanti che attraversano quotidianamente la frazione di Collodi, oppure la presenza del depuratore di Veneri che serve da anni un vasto comprensorio senza che i cittadini di Pescia ne abbiano benefici».
Per anni, proprio l’impianto presente a Veneri ha suscitato proteste da parte dei residenti e non solo. Solo qualche mese fa era stata rispolverata l’ipotesi di una sua riattivazione che, a dispetto dei costi elevati, qualcuno potrebbe realmente prendere in considerazione dal momento che l’area presenta tutti i parametri, riconosciuti a livello formale, di idoneità all’incenerimento. Ecco perché qualcuno suggerì di abbattere l’impianto e spianare l’intera area, oltre che chiedere alla Regione la rimozione dei requisiti di idoneità tanto difficili, oggi, da ottenere.
A pronunciarsi, nel merito, il gruppo politico Fratelli d’Italia, che in tempi non sospetti (o forse sì) sottolineò come quel sito, dove l’impianto è ubicato e ritenuto «idoneo all’incenerimento» da parte della Regione Toscana, potesse «far gola a qualcuno», in modo particolare all’industria cartaria «al punto da essere riattivato, nonostante i costi elevati». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google