Italia
Targa pro arbitri all’ingresso del centro Brizzi
Campagna di sensibilizzazione a favore dei direttori di gara organizzata dalla Polisportiva dopo gli episodi sul campo e negli spalti delle giovanili
Margine Coperta
Sarà un fine settimana speciale per la Polisportiva Margine Coperta. Ma stavolta i risultati e gli avversari di turno c’entrano poco. C’entrano invece tanto i dirigenti e tutti coloro che vengono al centro sportivo “Brizzi” a sostenere figli, nipoti, parenti e amici, quanto chi invece è chiamato a dirigere con fischietto e cartellino le contese sportive.
Ebbene non sempre il rapporto tra queste diverse componenti della disciplina sportiva più amata dal popolo italiano, è idilliaco. Tutt’altro. Anzi negli ultimi tempi dalle nostre parti si sono verificati degli episodi assai riprovevoli come l’aggressione a un arbitro nel pistoiese e il colorito epiteto rivolto dal direttore di gara a una signora in tribuna proprio al “Brizzi” nel derby dei Giovanissimi fra Margine e Pescia.
Quest’ultimo evento finì senza conseguenza grazie alla maturità delle rispettive dirigenza ma la Polisportiva Margine Coperta, per promuovere e sensibilizzare ulteriormente, ha deciso una sorta di campagna a favore della bistratta categoria arbitrale apponendo all’ingresso dell’impianto un cartello che cita testualmente “Educazione e rispetto per gli arbitri! Dentro e fuori dai campi serve educazione e rispetto per gli arbitri che con loro preziosa opera ci permettono di svolgere la nostra attività. Qualsiasi comportamento diverso è assolutamente non gradito, un grazie a tutti gli arbitri!”.
Parole semplici e significative. Nella speranza che vengano recepite, toccherà poi agli istruttori insegnare ai piccoli atleti il comportamento sul rettangolo e negli spogliatoi: l’esasperazione del risultato, anche a livelli dove l’aspetto ludico dovrebbe essere al primo posto, oltre alle aspettative smisurate dei genitori, non aiutano il movimento a livello formativo.
Pochi accettano la selezione naturale sul piano tecnico mentre l’individualismo annienta il concetto di squadra e l’operato dell’arbitro è una giustificazione d’obbligo alle cattive prestazioni. –
R. G.
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