Il Tirreno

Montecatini

Giustiziato in casa, l'amico accusato fermato mentre faceva colazione al bar

Massimo Donati
Da sinistra Danny Scotto e la vittima Giuseppe Marchesano. Nella foto di Fabio Muzzi l'auto dei carabinieri con dentro Scotto
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Da sinistra Danny Scotto e la vittima Giuseppe Marchesano. Nella foto di Fabio Muzzi l'auto dei carabinieri con dentro Scotto

Danny Scotto, 27 anni, lavora nell’azienda agricola di famiglia, a Chiesina Uzzanese. A casa gli hanno trovato una pistola 

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PESCIA. È successo tutto attorno alle 6,30 di lunedì mattina. Il bar pasticceria You and Me, uno dei più noti e frequentati di Chiesina Uzzanese, in via delle Regtioni, a due passi dal casello autostradale, era come sempre discretamente affollato, nonostante l’ora. E tra gli avventori, come spesso gli capitava, c’era anche lui, Danny Scotto, 27 anni, operaio agricolo, accusato di avere ucciso Giuseppe Marchesano.

Stava consumando la sua colazione, appoggiato al bancone del bar. Improvvisamernte delle persone l’hanno circondato. Erano carabinieri in borghese, incaricati di fermarlo, su ordine della procura della repubblica di Pisa. L’accusa è pesantissima: omicidio volontario. Secondo gli inquirenti, infatti, sarebbe lui ad aver sparato a Marchesano, uccidendolo, nella sua casa di Casteldelbosco, a Montopoli. Carabinieri e procura sono sicuri di avere elementi importanti in mano e per questo si sono decisi ad agire nei confronti dell’operaio agricolo, che del coetaneo pisano era amico di vecchia data, anche se il rapporto tra i due si sarebbe diradato negli ultimi tempi. Per ragioni che ancora non trapelano dall’inchiesta ma che sarebbero a conoscenza degli inquirenti.

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Comunque Danny Scotto non ammette nulla, respinge le accuse che gli formulano contro. Anche se i carabinieri, a casa sua, hanno trovato una pistola compatibile con quella del delitto di Montopoli. Dopo cinque ore sotto torchio, l’operaio agricolo di Chiesina viene portato via da una macchina dei carabinieri, il volto nascosto dal cappuccio per difendersi dai falsh dei fotografi.

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Solo poche ore prima , il giovane era al bar di Chiesina, dove molti lo conoscono. Del resto lui vive a pochi passi dal locale, in via della Resistenza 1, che non è solo l’indirizzo della abitazione sua e della famiglia, ma anche quello dell’azienda dove lavora, la “Ruscus” di Sauro Zei, il nome del nonno. Ad indicare che l’attività agricola è da sempre nel Dna della famiglia.Anche per questo lui e la sua famiglia sono molto conosciuti nella zona.

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La notizia dell’arresto, quindi, lunedì sera si era già diffusa a Chiesina Uzzanese, destando sconcerto e incredulità, come spesso capita. Chi lo conosce descrive Danny Scotto come un ragazzo normale, tranquillo. Una vita come tante altre. Gli studi a Pescia, probabilmente all’istituto agrario, poi il lavoro. «Era proprio lì, tranquillo, stava facendo colazione – racconta una barista, che però non ha assistito alla scena dell’arresto del mattino – quando sono arrivate queste persone e lo hanno portato via. Insieme a loro ce n’erano altri, abbiamo capito poi che probabilmente erano carabinieri in borghese».

Tutti a Chiesina ora seguiranno l’inchiesta, per capire cosa possa essere successo e come c’entri Danny.

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di Redazione web