Sicurezza
L’arbitro chiama i carabinieri: «Il prete sugli spalti mi insulta»
Monsummano, nervi tesi durante la gara tra Shoemakers e Bottegone, Serie D di basket. Il direttore di gara chiama il 112 per le urla di don Baronti, presidente dei pistoiesi
MONSUMMANO. I carabinieri sono entrati al palazzetto dello sport di piazza Pertini mentre era in corso l’ultimo quarto. Sul parquet se la giocavano i locali degli Shoemakers Monsummano e gli ospiti di Bottegone: derby sentito del campionato di Serie D di basket.
Le tensioni accumulate durante il match si sarebbero comunque sopite a bocce ferme, l’intervento della forza pubblica più che rasserenare gli animi ha finito per divertirli, soprattutto quelli del buon pubblico presente. I cestisti impegnati nella contesa, vuoi per l’agonismo che li trascinava, vuoi per la mancanza di volontà al momento, hanno proseguito a stuzzicarsi a vicenda. Dunque il tenore della gara non è cambiato.
L’unico a tranquillizzarsi alla vista dei gendarmi, è stato probabilmente il direttore di gara, che è poi colui che ha digitato il 112 sul cellulare. L’arbitro era spaventato dalle reazioni che provenivano dagli spalti, non tanto dal comportamento dei giocatori.
Il più nervoso di tutti, in tribuna, pareva lo storico presidente del Bottegone Basket, che è un sacerdote, don Piergiorgio Baronti. Da lui le invettive tipiche per un simile contesto, ma senza peraltro profanare alcun nome invano (sembra gli sia scappato: «ti tiro un cestino addosso»). Non gli erano andate giù la conduzione della partita e le tre espulsioni (tra cui quella del migliore in campo, Mirko Mugnai, e dell’allenatore) comminate a Bottegone.
Dunque un prete contro un arbitro, apparso piuttosto in apprensione a giudicare dall’evolversi degli eventi. Di mezzo i carabinieri che, evidentemente, si trovavano nei paraggi.
Per la cronaca: Monsummano ha vinto 85 a 71.
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