Italia
Pericolo influenza: già pronte 23.000 dosi per le vaccinazioni
La Società della salute lancia un appello ai residenti nella Valdinievole L’obiettivo è “coprire” il 75% della popolazione (contro il 50,58% del 2017)
PESCIA
I più vulnerabili sono sempre loro, gli anziani. Ma vista la facilità con cui si diffonde il virus dell’influenza, il vaccino fa la parte da leone nel processo per stroncarlo. È iniziata anche in Valdinievole, con la distribuzione di ben 23mila dosi suddivise tra gli undici comuni, la campagna di sensibilizzazione da parte della Società della salute della Valdinievole. L’invito, dunque, è a vaccinarsi, come ha spiegato il presidente dell’ente, Riccardo Franchi. «La prevenzione è molto importante, soprattutto in questa fase – ha detto – anche perché, purtroppo, si tende spesso a sottovalutare l’influenza. Ma vorrei ricordare che è la terza causa di morte in Italia e le sue conseguenze possono essere molto gravi».
Già in questi giorni, infatti, i medici di medicina generale hanno iniziato ad avere pazienti a letto con l’influenza. Il virus può essere trasmesso per via aerea dal momento del contagio fino ai 3-4 giorni successivi ai primi sintomi che, però, si manifestano a distanza di 1-4 giorni dall’infezione.
«Questo significa – ha aggiunto il direttore della Sds, Claudio Bartolini – che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane. Il dato che vogliamo sottolineare, comunque, è che l’anno scorso, in Valdinievole, la copertura vaccinale non è stata ottimale: soltanto il 50,58% della popolazione (per un totale di 20.395 dosi) ha scelto di vaccinarsi contro l’influenza, anche se il nostro obiettivo di copertura mira a raggiungere il 75% della popolazione valdinievolina. Per questo invitiamo, soprattutto chi è a contatto con anziani e malati cronici, a vaccinarsi. Sarebbe un gesto altruistico».
Anche perché, come spiegato dal dottor Stefano Tafi, coordinatore dell’aggregazione territoriale funzionale territoriale di Pescia, ammalarsi è davvero molto facile. «Bastano poche goccioline di muco o saliva – dice – attraverso la tosse oppure gli starnuti. Ma per essere contagiati può essere sufficiente parlare a distanza ravvicinata con un’altra persona già infetta o, indirettamente, entrando in contatto con mani contaminate da secrezioni respiratorie».
Ma quali sono le buone pratiche per evitare, per quanto possibile, di contrarre la malattia? «La vaccinazione è fondamentale – aggiungono il dottor Marco Bonini, coordinatore sanitario della Sds, e la dottoressa Claudia Pili, dell’attività sanitaria di comunità della Valdinievole – ma insieme a questa, nella stagione influenzale, è consigliato lavarsi spesso le mani (o pulirle anche con gel alcolici senza acqua) ed evitare i luoghi molto affollati».
E vaccinarsi è molto semplice. Chiunque sia interessato può rivolgersi al proprio medico di medicina generale oppure, per i bambini, al pediatra. «Il vaccino – aggiunge il dottor Tafi – è gratuito per gli ultra sessantacinquenni ma anche per le categorie a rischio, per gli operatori sanitari, per chi stia a contatto con persone a rischio e, ovviamente, per i donatori del sangue» . Ma quello per l’influenza non è l’unico vaccino possibile. «Quest’anno – conclude Bartolini – la Regione offre la possibilità di vaccinarsi anche contro lo Pneumococco, un batterio che provoca una forma di meningite. Il vaccino è gratuito per i sessantacinquenni, a partire da quelli nati nel 1950 che mantengono, con i nati nel 1951 e 1952, il diritto alla gratuità. E quest’anno vaccinazione gratuita anche ai nati nel 1953» . Guardia alta, insomma, contro l’influenza. –
MARTINA TRIVIGNO
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