Il Tirreno

Montecatini

Picchiato dalla baby gang: «Fari accesi nel parco solo ora, c’è voluta la mia aggressione»

Martina Trivigno
Picchiato dalla baby gang: «Fari accesi nel parco solo ora, c’è voluta la mia aggressione»

Nicola Venturi, l’uomo aggredito da una baby gang a Chiesina Uzzanese, denuncia la mancanza di sicurezza nel paese. «Nell’oscurità la criminalità prolifera»

3 MINUTI DI LETTURA





CHIESINA UZZANESE. «Adesso il parco “Sandro Pertini” sembra Las Vegas, illuminato a giorno com’è. Peccato che quella notte fosse tutto buio”. Nicola Venturi è originario di Lucca, ma vive da anni a Borgo a Buggiano. La zona la conosce bene, anche perché per molto tempo è stato volontario della Pubblica assistenza di Chiesina Uzzanese.

Tornare indietro a domenica scorsa, per lui, è doloroso. Mercoledì è stato operato al setto nasale che gli è stato rotto con un pugno dal membro di una baby bang che bivaccava proprio lì nel parco. Un’aggressione senza senso, secondo quanto spiegato da Venturi. «Doveva avere qualcosa in mano – racconta Venturi al Tirreno – una pietra o qualcos’altro nel pugno. Il dolore è stato accecante. Sono invalido civile al 47% e questa vicenda mi ha messo a dura prova. L’intervento l’ho superato, ma ho cefalee, nausee e capogiri che non mi abbandonano».

Era di ritorno da una serata di divertimento con la compagna. «Sono salito in macchina – ricorda – ho indossato la cintura di sicurezza e ho fatto pochi metri. Era tutto buio intorno. Ho aperto lo sportello per recuperare un accendino che mi era caduto dalla tasca del giacchetto. E lì è successo tutto: una decina di giovani, sotto l’effetto di droga e alcol, hanno iniziato a urlarmi contro. Poi è arrivato il pugno, dritto al naso».

L’auto era in moto e Venturi ha schiacciato il piede sull’acceleratore. «Il sangue mi colava dal naso – spiega – mi tenevo una mano premuta sul viso. Ho raggiunto la sede della Pubblica assistenza, che si trova lì vicino e i miei ex colleghi mi hanno soccorso».

«Nell’oscurità – prosegue la vittima dell’aggressione – la criminalità prolifera. Per questo voglio chiedere all’amministrazione comunale: perché l’illuminazione adesso funziona? Da molti mesi quelle luci erano spente. Doveva essere picchiato un uomo e rischiare di essere ammazzato per vedere, finalmente, le luci accese nel parco Pertini? ».

C’è un clima di tensione, negli ultimi giorni, a Chiesina Uzzanese. Anche dopo la “spaccata” al circolo Anspi “L’Incontro” di piazza Vittorio Emanuele II, a pochi giorni dalla scomparsa dello storico parroco don Romano Gori. Ma ora un nuovo episodio, avvenuto nei giorni precedenti a questi fatti nella centrale via Vittorio Veneto, viene messo in luce. «Tutto è cominciato – raccontano alcuni testimoni che chiedono di non pubblicare i loro nomi, temendo ritorsioni – per una lite tra due coniugi di origine rom che vivono a Chiesina. Due personaggi noti, che spesso creano scompiglio in paese. I due sono saliti sulle loro rispettive auto e, con due bambini piccoli a bordo, hanno iniziato a speronarsi l’un con l’altra».

«Sono arrivati a gran velocità vicino alle scuole elementari e medie – prosegue uno dei testimoni – terminando la corsa contro delle auto parcheggiate a lato strada, colpendo anche quella di mio figlio e procurando danni per migliaia di euro. Purtroppo, però, è stato accertato che i due fossero senza assicurazione. Chi risarcirà questi danni?».

«Ci siamo rivolti all’amministrazione – concludono – chiedendo maggiore sicurezza. Siamo stanchi di vivere così. Vogliamo che siano riconosciuti i nostri diritti. E, vogliamo smetterla di uscire di casa e avere paura» . 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web