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CASTELVECCHIO 

Il restauro è atteso dall’800 ma intanto arriva una copia

MARIA SALERNO
Il restauro è atteso dall’800 ma intanto arriva una copia

La singolare storia della pala d’altare della Pieve dei Santi Tommaso e Ansano che già alla fine dell’800 venne trasferita a Firenze per tornare a nuova vita

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PESCIA

“Come un malato grave” viene conservato in un laboratorio di restauro il trittico trecentesco che ancora sul finire dell'800 si trovava nella Pieve dei Santi Tommaso e Ansano di Castelvecchio.

Si tratta di una pala d'altare attribuita al pittore pistoiese Nanni di Jacopo, che già sul finire del XIX secolo – quando la Pieve fu sottoposta ad un'importante intervento restaurativo – versava in pessime condizioni, tanto che si decise di trasferirla a Firenze e sottoporla a restauro. «Da allora non fece mai più ritorno a Castelvecchio e probabilmente mai lo farà – racconta Claudio Stefanelli, direttore della Gipsoteca Libero Andreotti – ma ugualmente l'auspicio è quello che si trovino risorse sufficienti per procedere con un intervento conservativo. Per le sue pessime condizioni, già a quei tempi, si prevedeva per il restauro una spesa piuttosto importante, condizionando così gli uffici preposti a posticipare i lavori. Tanto che a tutt'oggi le sue condizioni non sono cambiate, avendo subito oltretutto l'alluvione di Firenze del ’66. Recentemente, grazie a Cristina Masdea, funzionario responsabile del nostro territorio della soprintendenza di Firenze, è stato fatto trasferire il trittico presso un laboratorio di restauro. Ma cerchiamo sponsor per portare avanti l'impresa».

La possibilità che l'opera possa essere ricollocata nella Pieve sono invero piuttosto scarse, secondo Stefanelli, ma la pala potrà essere conservata e messa a disposizione degli studiosi.

«A tale proposito il sottoscritto, in accordo con la soprintendenza e la diocesi di Pescia, insieme agli allievi della scuola comunale di disegno e pittura, si è reso disponibile alla realizzazione di una copia del prezioso dipinto, visto il buon risultato recentemente ottenuto con la pala d'altare della Chiesa di Malocchio. Non sarà un intervento di poco conto data la complessità, per prima cosa, del supporto ligneo ricco di intagli e cornici e che dovrà essere preparato secondo i canoni antichi, utilizzando materie speciali. Per giungere poi all'applicazione della foglia d'oro zecchino e quindi dare seguito alla fase pittorica che comprende ben sedici figure. La fase preliminare prevede un'attenta analisi di ciò che resta della pala originale, mutilata di tanti elementi, da confrontare con altre opere di Nanni di Jacopo. Come ad esempio il trittico della Madonna con Sant'Anna, presente nella Chiesa di San Francesco a Pescia, la cui struttura presenta numerose similitudini con l'opera di Castelvecchio. Il nostro trittico, nonostante le sue cattive condizioni, può ancora fornire preziose informazioni, come alcuni chiodi arrugginiti rimasti conficcati nel legno, o come le incisioni realizzate dall'artista sulla preparazione del fondo quale disegno preparatorio».

Occorrono una gran quantità di materiali e molteplici competenze. Alla singolare iniziativa hanno già partecipato le ditte Polpini Legnami Srl di Pescia e Gambogi Legnami di Gragnano (in memoria di Lorenzo) per la fornitura di legnami speciali. Sarà applicata una tabella nella parte posteriore del trittico in cui saranno elencati tutti coloro che parteciperanno con contributo alla realizzazione dell'opera. —

MARIA SALERNO

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