Toscana
Pilù, le associazioni saranno parte civile contro Gaetano Foco
PESCIALe immagini della piccola Pilù, pinsher nana seviziata e ripresa con una videocamera dall'ex fidanzato della sua padrona, a Pescia, sono ancora negli occhi di tutti noi.Pilù non è sopravvissuta,...
PESCIA
Le immagini della piccola Pilù, pinsher nana seviziata e ripresa con una videocamera dall'ex fidanzato della sua padrona, a Pescia, sono ancora negli occhi di tutti noi.
Pilù non è sopravvissuta, troppo gravi l'emorragia e le ferite riportate in seguito alla tortura. E dopo più di due anni dalla diffusione di quel video, si aprirà domani il processo contro Gaetano Foco, l'uomo accusato di aver provocato la morte della cagnolina. Ma ora le associazioni animaliste, che in questi anni si sono battute per chiedere giustizia per la piccola Pilù, non hanno alcuna intenzione di restare immobili. Non adesso, alla vigilia della prima udienza in cui Foco (e anche le parti lese) compariranno di fronte al giudice.
Intanto Leal, animalisti italiani onlus, Liv Toscana e pure Lida Firenze si costituiranno parte civile al processo. E per domani, alle 14, Leal e Liv hanno organizzato una manifestazione, proprio davanti al Tribunale di Pistoia. «Sarà un ritrovo pacifico - spiegano le associazioni organizzatrici - Confideremo nella giustizia fino all'ultimo, ma la nostra onestà intellettuale ci impone comunque di esserci». Sono state numerose, negli ultimi anni, le manifestazioni e le fiaccolate in ricordo di Pilù. Un caso, proprio per la sua crudezza, balzato agli onori delle cronache nazionali (a Pescia arrivarono addirittura "Le Iene", la trasmissione in onda su Italia Uno). Forse una ripicca per "punire" la fidanzata che lo aveva lasciato, all'origine del gesto di violenza che ha portato alla morte la pinsher nana. Un gesto che, allora, scatenò l'indignazione di molte persone (furono anche danneggiati l'auto e lo scooter di Foco). «Esigiamo - concludono Liv e Leal - la certezza della pena e che non si creino pericolosi precedenti. Vogliamo che ciò che ha subito la piccola Pilù non debba essere rivissuto da nessuno. Perché nessuno merita una morte atroce e disumana come quella». —
MARTINA TRIVIGNO
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