Sicurezza
La salma arriva al cimitero ma dei custodi non c’è traccia
Un altro caso di mancata assistenza a Orbignano fa scoppiare la rabbia dei familiari della giovane donna defunta. E ora il sindaco minaccia denunce
LAMPORECCHIO
È successo di nuovo, a Lamporecchio, a distanza di soli cinque mesi. Un’altra famiglia, questa volta di Cerreto Guidi, ma le sensazioni sono sempre le stesse. Quella rabbia che, nel dolore, si confonde con l’impotenza. Mentre il corteo funebre arriva al cimitero e, amaramente, so scopre che la fossa non è stata ancora predisposta. E che, soprattutto, del personale addetto alla sepoltura non c’è traccia. I familiari, allora, sono costretti ad aspettare, all’incirca mezz’ora. Gli animi si surriscaldano, c’è pure chi non regge alla tensione e si sente male. L’ansia e la rabbia salgono.
Sabato scorso, camposanto di Orbignano. Si sono da poco celebrati i funerali di una donna di 48 anni di Cerreto Guidi, scomparsa prematuramente venerdì scorso. «Le sue ultime volontà – racconta il fratello – erano quelle di essere sepolta nel cimitero di Orbignano, accanto ai nonni e agli zii. Abbiamo quindi organizzato le esequie tramite la Pubblica assistenza di Fucecchio. Me ne sono occupato in prima persona e ho anche ottenuto delle conferme sull’orario della sepoltura» . Ma, evidentemente, qualcosa è andato storto. E quando familiari e amici, a seguito del feretro, hanno varcato la soglia del camposanto, ad attenderli non c’era nessuno della cooperativa sociale “Pozzuolo” (a cui il Comune di Lamporecchio ha affidato, da inizio 2015, la gestione dei servizi cimiteriali e dell’illuminazione votiva).
«Sono stati lunghissimi minuti di sconcerto e preoccupazione – prosegue il fratello – ma nessuno degli incaricati arrivava. Così abbiamo chiamato la locale Polizia municipale e ci siamo anche rivolti ai carabinieri di Fucecchio» . Dopo quasi mezz’ora di attesa, finalmente, qualcuno si è presentato. «Un dipendente scortese e maleducato, che ha accampato qualche scusa ridicola su di un escavatore mancante – aggiunge il fratello della 48enne defunta –. Mi domando, però, come l’amministrazione comunale possa tollerare che siano arrecati simili disagi a persone che, anche davanti al dolore, devono chinare il capo, sopportare ed essere umiliate. Perché consentono a questi soggetti di svolgere un servizio delicato come quello della sepoltura dei defunti?».
E, purtroppo, non è la prima volta che accade. Nell’aprile di quest’anno, un altro episodio fotocopia si era verificato al cimitero comunale di Lamporecchio. E, in quel caso, volarono anche insulti e strattoni. «Abbiamo già fatto una contestazione formale, come previsto dal contratto d’appalto – dicono il sindaco Alessio Torrigiani e il suo vice Daniele Tronci –. Gli uffici e la Polizia municipale stanno facendo tutte le indagini del caso e saranno applicate alla cooperativa le penali dovute. Ci siamo rivolti, infine, al nostro legale per tutelare l’immagine del Comune» . —
MARTINA TRIVIGNO
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