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«Io non sono un taxista» E l’autista del bus salta la fermata all’Agrario
PesciaNon solo non sono potuti scendere nella fermata più vicina all’istituto Agrario, ma sono stati anche sgridati dall’autista. Gli studenti protestavano per la mancata fermata a Marginone dell’auto...
Pescia
Non solo non sono potuti scendere nella fermata più vicina all’istituto Agrario, ma sono stati anche sgridati dall’autista. Gli studenti protestavano per la mancata fermata a Marginone dell’autobus della Ctt nord. L’uomo alla guida del mezzo gli ha risposto un «io non sono un taxista» che ha fatto infuriare i genitori dei ragazzi. «Può capitare a tutti di fare un’errore – sottolinea una mamma, Anna Cafarelli –. Quando capita basta chiedere scusa. Ma noi e i nostri ragazzi paghiamo un biglietto e pretendiamo delle spiegazioni».
Il “fattaccio” è avvenuto ieri mattina nel bus che da Altopascio porta a Pescia. Sul mezzo pubblico viaggiano ogni giorno una decina di studenti che frequentano l’istituto tecnico agrario “D. Anzilotti”. La fermata più vicina alla scuola è quella di Marginone e, secondo gli orari indicati, è prevista per le 7,31. Ieri il mezzo non ha effettuato la fermata, sebbene i ragazzi sostengano di averla richiesta. «Il conducente dell'autobus anziché effettuare la consueta fermata in prossimità del ponte (da dove poi i ragazzi hanno da fare già un bel tragitto a piedi fino alla scuola) ha tirato dritto fino al capolinea in Piazza XX settembre», spiega la mamma.
«Per fortuna non pioveva ma i ragazzi hanno comunque dovuto percorrere un lungo percorso a piedi», sottolinea ancora il genitore che però pone l’accento «sulla risposta arrogante data dall’autista del bus».
«Quanto accaduto (peraltro a inizio anno scolastico) è di una gravità estrema – conclude Cafarelli – a danno non solo di famiglie che pagano una cifra importante per un servizio che non viene per nulla incontro agli orari scolastici costringendo i ragazzi a dover uscire ogni giorno prima da scuola perdendo così parte delle lezioni, ma (e questo è ancora più riprovevole) a danno di minori».
Per questo la madre e gli altri genitori chiedono all’azienda «le dovute spiegazioni e i dovuti provvedimenti a carico del conducente». —
GIUSEPPE BOI
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