Il dolore
Rogo nel vivaio, il Comune chiude le scuole
L’incendio è partito da un rimessaggio, due famiglie evacuate. Distrutti prodotti fitosanitari, l’ordinanza del sindaco Diolaiuti
PIEVE A NIEVOLE.
«Abbiamo sentito un forte odore di bruciato, mentre un fumo denso e nero cominciava a introdursi dalle finestre delle nostre case. Ci siamo affacciati e abbiamo visto le fiamme, altissime, che si stavano inghiottendo ogni cosa».
C’è poca voglia di parlare in via Leonardo da Vinci, all’incrocio con via Primo Levi, a Pieve a Nievole. I residenti sono ancora molto scossi, la paura è palpabile sui loro volti. Guardano in direzione della casa, in parte andata a fuoco, e di ciò che resta di quello che, una volta, era un vivaio. Il nastro bianco e rosso delimita l’area, qualche curioso supera la recinzione per poi tornarsene da dove è venuto. Era circa mezzogiorno quando il rogo ha cominciato a divampare, bruciando anche plastica e prodotti fitosanitari.
Secondo gli accertamenti, eseguiti dalla locale Polizia municipale e dai Vigili del fuoco del distaccamento di Montecatini, l’incendio si è originato in un rimessaggio all’interno di un giardino privato. Ma il fuoco non si è fermato e ha iniziato a bruciare anche un vivaio che si trovava poco distante e una porzione dell’abitazione vicina. Immediata, quindi, la chiamata ai Vigili del fuoco, che sono intervenuti in via da Vinci.
Innanzitutto hanno evacuato la casa, mettendo in sicurezza le due famiglie che vi abitano. E poi hanno iniziato a domare le fiamme che, minacciose, si alzavano sempre di più, mentre una colonna di fumo era visibile anche da chilometri di distanza. Un intervento complesso, che ha richiesto ore di duro lavoro per spegnere il fuoco, prima, e per bonificare l’intera area, dopo.
Nessuno, per fortuna, è rimasto ferito ma nel rogo sono andati distrutti, oltre ai vasi di plastica anche i prodotti fitosanitari presenti nell’armadio dell’azienda, ed ecco che la sindaca di Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti, ha ritenuto necessario emettere un’ordinanza urgente. «Abbiamo predisposto, fino al 21 settembre, la chiusura delle finestre delle abitazioni e la disattivazione degli impianti di ricambio d’aria fino alla distanza di duecento metri dal luogo dell’incendio. Per ragioni di sicurezza, inoltre, resteranno chiusi la scuola elementare “Leonardo da Vinci” e la materna “Falcone e Borsellino”, ma anche il bocciodromo comunale “Fratelli Stefanelli” e il Centro sportivo “La Palagina”.
Avremmo potuto lasciare le scuole aperte – prosegue Diolaiuti – con il solo obbligo di tenere le finestre delle aule chiuse. Ma visto il divieto di sostare all’aperto nella zona interessata, anche a tutela dei ragazzi e dei genitori all’entrata e all’uscita dalla scuola, abbiamo pensato fosse più sicuro chiudere i plessi». «Un ringraziamento – conclude la sindaca – alla nostra Polizia municipale per la sua tempestività d’intervento e anche degli uffici comunali competenti, per il lavoro svolto. Abbiamo infine allertato l’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, perché faccia tutte le verifiche del caso e possano essere presi, se necessari, gli adeguati provvedimenti nel rispetto della salute collettiva». –
MARTINA TRIVIGNO
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