Il Tirreno

Montecatini

Due fondi di investimento scommettono su Fishing Lab e Foody Farm all’estero

LUCA SIGNORINI
Due fondi di investimento scommettono su Fishing Lab e Foody Farm all’estero

Montecatini, ci sarebbero capitali olandesi e del Regno Unito dietro all’operazione commerciale dell’imprenditore Pierluigi Bizzarri

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Montecatini

Due fondi di investimento dietro la PB srl, la società dell’imprenditore pistoiese Pierluigi Bizzarri che nel mondo della ristorazione e della movida cittadina (e non solo) si fa conoscere dietro i marchi Fishing Lab e Foody Farm.

I capitali arriverebbero dall’Olanda e dal Regno Unito: non è un segreto l’intenzione di Bizzarri di sbarcare al più presto all’estero, direzione Londra e New York su tutte. È ancora presto, non ci sono accordi siglati: per questo i nomi dei fondi sono top secret e dalla PB srl non si sbilanciano troppo. Dice il responsabile della comunicazione, Tommaso Cantini: «Vogliamo ripetere ed esportare il nostro concetto di ristorazione, e l’interesse di questi istituti è molto concreto. Il nome di Montecatini, il suo brand, è una leva importante a cui noi teniamo molto: tra le condizioni che poniamo c’è il coinvolgimento dei fondi sulla città, vogliamo che investano denari anche qui».

Dove e come non viene spiegato, ma la strada sembra tracciata. È la Montecatini che ancora piace, quella su cui puntare per il futuro. La PB srl ci ha creduto sul serio. Prima il Fishing Lab (solo pesce) all’ex San Francisco di viale Simoncini, poi la Steak Home (solo carne) nella Nievole, infine la sfida più complicata, il Foody Farm (anche qui solo carne) immerso nel liberty del Gambrinus.

Il centro cittadino, da metà agosto, ha tutto un altro aspetto (anche grazie alla riapertura del bar Biondi), da quando il piazzale dello storico Caffè-Concerto, costruito nel 1913 su progetto di Bernardini e Giusti, è tornato a riempirsi di clienti, forestieri e non. La parte interna era stata inaugurata ad aprile, poi sono arrivate le due postazioni per i drink, i dehor rialzati, i tavolini e le poltrone nell’ampia area esterna. In tutto fanno 400 coperti. Non un’operazione facile: il Foody Farm doveva aprire un anno e mezzo fa, ma beghe con i condomini dei piani superiori (soprattutto per i rumori) e i paletti della Soprintendenza hanno fatto allungare i tempi ai lavori di ristrutturazione e allestimento.

Adesso per il Gambrinus c’è tutta una nuova vita davanti, modaiola e di intrattenimento, nel segno di un concetto di ristorazione che punta sugli aperitivi, su piatti a mezze porzioni, sui cocktail, sulle pietanze in arrivo dai produttori del territorio. Un format che aveva già sperimentato l’accoglienza turistica di Firenze: Fishing Lab (in via del Proconsolo, alle Murate) e Foody Farm (in corso dei Tintori, zona Santa Croce) da qualche anno sono presenti nel capoluogo di regione. A questi, si aggiungono le botteghe Pesce Fatto a Mano al centro commerciale “I Gigli” di Prato e al mercato centrale di Roma. Insomma, un impero del gusto che potrebbe crescere ancora se l’interesse dei due fondi di investimento dovesse concretizzarsi davvero. –

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